David Tremlett, artista inglese famoso per i suoi wall-drawing e per le particolari pennellate stese col palmo della mano, si è innamorato delle Langhe e qui ha realizzato diverse opere. Conosciuto nel panorama dell’arte contemporanea per le grandi opere di decorazione di facciate di case private, musei, chiese in tutto il mondo (forse avrete visto la sua facciata della Tate Gallery di Londra ).
Nelle Langhe , al momento, Tremlett , ha realizzato ben 4 opere d’arte, l’ultima a distanza durante il lock down.
1. LA CAPPELLA DEL BAROLO
Questa è la prima, e più famosa, opera di Tremlett nelle Langhe. Si trova a La Morra, Cuneo. E’ stata realizzata nel 1999 per dare nuova vita alla Cappella della SS. Madonna delle Grazie , conosciuta anche come Cappella del Barolo. cappella era stata costruita nel 1914 come riparo per i lavoratori dei vigneti in caso di mal tempo e poi più recentemente era stata abbandonata a se stessa. A inizio degli anni 90 il patriarca della famiglia Ceretto, propietario dei terreni vinicoli su cui sorge la cappella decide di chiamare due artisti di fama internazionale per restaurarla : David Tremlett e Sol LeWitt. “In cambio dell’allestimento della vecchia casa a forma di cappella, mai consacrata, avrebbero ricevuto vita natural durante una bottiglia del prezioso vino a testa, ogni settimana”, e pare che sia ancora così.
Sol LeWitt si occupa di restaurare l’esterno, scegliendo un gioco di colori giocoso e vivace, mentre David Tremlett si dedica delle decorazioni interne utilizzando una tavolozza di colori calde e serene.
La Cappella è visitabile liberamente tutti i giorni dalle 9 alle 19.

2. LA CHIESETTA DI COAZZOLO
Dopo quasi 20 anni, nel 2017, Tremlett torna nelle langhe per decorare l’esterno di un’altra chiesa sconsacrata: la chiesetta Beata Maria Vergine del Carmine a Coazzolo (Asti).
La superficie di oltre 300 mq viene suddivisa in tre parti con altrettanti colori dominanti: giallo per l’atrio porticato, terra di Siena per il corpo della chiesa e verde oliva per la sacrestia e il basamento.
Il progetto è stato fortemente voluto dal filantropo Silvano Stella, Assessore alla Cultura e al Turismo della Regione Piemonte.

3. EX ORATORIO DI SAN MICHELE, Serravalle Langhe
L’idea di recuperare questo spazio in chiave artistica è stata un’iniziativa del Comune in collaborazione con la Fondazione CRT.
Le decorazioni di Tremlett sono sui muri interni, ma il soffitto originale del 1400 è stato mantenuto e restaurato.
La particolarità di quest’opera è che è stata ideata da Tremlett, ma è stata realizzata dal suo braccio destro , Ferruccio Dotta, a causa delle restrizioni e le problematiche insorte a causa della pandemia. La tecnica usata è sempre quella del wall drawing, utilizzando direttamente con la mano per distribuire il colore sempre sotto supervisione dell’artista britannico.
Un’altra particolarità di quest’opera è la modalità di visita. E’ sempre visitabile dalle 9 alle 19 previa prenotazione sull’app Chiese a porte aperte . Una volta effettuata la prenotazione bisogna recarsi sul posto nella fascia oraria di ingresso, inquadrare il Qr code a lato della porta e la chiesetta si aprirà per voi.

4.LA CAPPELLA AL RELAIS SAN MAURIZIO, SANTO STEFANO BELBO (CN)
L’artista ha dipinto le pareti interne con sfumature di colore e forme geometriche che si fondono con quelle della Cappella e che esprimono la relazione tra segno e architettura tipiche della sua opera. Lo stesso Tremlett ha dichiarato che l’evoluzione del colore utilizzato nell’opera per Relais San Maurizio deriva dall’amore che ha per l’Italia e per il territorio della Langhe: “In Italia, sono stato circondato dagli affreschi di Giotto, Piero della Francesca, Mantegna […]. Ero immerso nel colore e sentivo di dover cambiare il mio modo di disegnare“. E ha spiegato: “La prima volta che ho visitato la Cappella di Relais San Maurizio, ho riscontrato che la volta del WHITE SPACE (nome originario dello spazio espositivo) non aveva alcun collegamento con le sue pareti. Qualcosa non aveva senso. Ora, invece, la parte superiore dell’opera ha una connessione con la struttura della volta, il colore e la forma. La parte inferiore dell’opera costituisce ora la base, la fondazione o il luogo su cui tutto si sostiene ed è circondata tutt’attorno dal colore, dalla luce e dall’aria. In mezzo c’è il nostro orizzonte, questo è il nostro OPEN SPACE”.

COSA VEDERE NELLE LANGHE
- Camo, museo di street art a cielo aperto
- The big bench community project
- Art park la Court
- Neive
- La Morra
- La vigna dei pastelli, Coazzolo
- Il museo del vino a Barolo