Il Borneo è un’isola di 743.107 Kmq, la terza del mondo per estensione e la maggiore dell’arcipelago indonesiano.

Dal punto di vista politico l’isola è divisa in tre parti: la vasta regione del Kalimantan indonesiano, che occupa la fascia centrale e meridionale del Borneo, il nord dove troviamo il Sabah e il Sarawak che appartengono alla Malesia e il Sultanato del Brunei.

Essendo collocato lungo l’equatore, sotto la fascia soggetta agli uragani, il Borneo gode di un clima stabile che, complice l’isolamento, nel tempo ha favorito l’evolversi di una grande varietà di ecosistemi e di una biodiversità eccezionale.

Nel Borneo è infatti presente una biodiversità introvabile in altre parti del mondo composta da 15000 specie di piante da fiore, 3000 specie di alberi, 420 specie di uccelli e oltre 221 specie di mammiferi terrestri tra i quali primati come il rinoceronte di Sumatra e l’orso malese. Inoltre la foresta pluviale che occupa la maggiorparte del suolo del Borneo è l’unico habitat naturale esistente per il Pongo, meglio conosciuto come orango.

A tutto ciò si aggiungono le spiagge paradisiache, isole e atolli, la barriera corallina e tutte le specie marine che abitano le acque circostanti. 

Il clima tropicale caldo e umido caratterizzato da temperature sempre alte tra i 24 e i 32° e piogge tutto l’anno che si verificano tra il pomeriggio e la sera soprattutto da giugno a settembre nel nord e da dicembre a marzo nel sud. Il mare mantiene temperature alte costantemente tra i 27 e i 29°. Il periodo più piovoso è dicembre-gennaio.

Noi ci siamo concentrate sulla visita del Sarawak scegliendo come base per i nostri spostamenti la capitale Kuching e tralasciando il mare che avevamo previsto alla fine del nostro tour in Malesia in un’altra località.

Per le escursioni ci siamo appoggiate a un tour operator locale, Borneo Adventure, che si è dimostrato molto preciso e attento.

borneo

1.Kuching

La capitale del borneo è una cittadina piacevole che si snoda sul waterfront del fiume Sungai Sarawak. 

  • Waterfront Promenad : è una belle passeggiata rinfrescata dalla brezza, sopratutto di sera quando si popola di artisti di strada (soprattutto persone travestite da qualche manga e cantanti) . Al buio si illumina di lucine colorate e il Darul Hana Bridge , ponte pedonale a forma di S a ricordare la S di Sarawak si illumina a ritmo di musica accompagnato da uno spettacolo di fontane colorate.
  • I gatti di Kuching: il nome Kuching in malese significa gatto e la città ha sfruttato questa coincidenza per costruire alcune statue molto coreografiche e un po’ kitsch per abbellire alcuni angoli della città. A dispetto del nome i gatti non sono così numerosi, però sono presenti e hanno la particolarità di avere la coda corta.
  • China Town: come in tutte le città malesi anche Kuching ha la sua piccola China town che è indubbiamente la via più colorata e animata dal punto di vista commerciale.
  • Crociera sul fiume Sarawak: al rientro in città dalle vostre escursioni nel Borneo questa crociera di circa 1 ora (che costa pochi euro) è un buon modo per godersi la brezza leggera del fiume e ammirare la città da un’altra prospettiva. Troverete il molo sulla Promenade.
  • Top spot food court: questo non è solo un luogo dove dovete assolutamente andare a cena, è uno spaccato culturale della città e dell’intero paese. Si trova sul tetto di un parcheggio multipiano e quando lo raggiungerete verrete catapultati in un grande cortile illuminato da insegne al neon e pieno di tavoli rotondi con tovaglie colorate. Intorno al cortile tanti food truck che cucinano al momento le specialità malesi a prezzi molto competitivi.
    Ogni colore delle tovaglie corrisponde a un’area dei food truck. Sedendovi a un tavolo quindi arriveranno dei camerieri che vi porterà il menù di quei food truck tra cui potete scegliere e verrete serviti al tavolo. Potete prendere cibo anche dagli altri food truck ma dovrete alzarvi e andare a prenderlo da soli e pagarlo al momento. Invece tutto quello che vi verrà servito al tavolo lo potete pagare alla fine alla cassa centrale (anche con carte di credito che in malesia sono accettate quasi ovunque, anzi in alcuni luoghi, mercati locali compresi può non essere accettato il contante)

2. PARCO NAZIONALE DI BAKO

Il Parco Nazionale di Bako è uno dei parchi nazionali più antichi della Malaysia e una delle mete imperdibili per chi visita il Sarawak.
Il parco è noto per la sua diversità di paesaggi, che includono foreste pluviali, mangrovie, scogliere di arenaria e spiagge isolate. Questa varietà di habitat supporta una ricca biodiversità.

Le scogliere di arenaria e le formazioni rocciose uniche sono tra le attrazioni più spettacolari del parco. I sentieri ti porteranno attraverso paesaggi mozzafiato, come la famosa “Sea Stack” (scoglio a forma di colonna).

Il parco ospita una varietà di animali selvatici, tra cui la scimmia nasica, il macaco long- tail, le silver langur e diverse specie di uccelli, come il hornbill (anche se qui è quasi impossibile vederlo) . Sono presenti anche molti insetti e serpenti tra cui alcune specie velenose. 
In tutta la zona sono un problema per i pesactori i coccodrilli marini, molto aggerssivi. Per i tursiti sono un pericolo meno grave perchè dopo lacuni attacchi ora è proibito fare il bagno.

Troverai una vasta gamma di piante, dalle mangrovie costiere alle piante carnivore, e foreste di alberi rari e antichi.

Ci sono diversi sentieri che variano in lunghezza e difficoltà. Alcuni dei sentieri più popolari includono il sentiero per la “Cape Rachado” e il sentiero per “Teluk Pandan Kecil”, che offre splendide viste panoramiche.

Le escursioni guidate e le passeggiate nei sentieri offrono opportunità eccellenti per osservare la fauna selvatica nel loro habitat naturale. 

È richiesto un biglietto d’ingresso per accedere al parco. È possibile acquistare i biglietti e prenotare le escursioni presso il centro visitatori all’ingresso del parco o meglio ancora online sul sito ufficiale o tramite agenzie che organizzano escursioni e trasferimenti al parco.
Al parco sono ammesse solo guide ufficiali e su questo sono molto rigide, procuratevene una prima di arrivare al parco al centro visitatori o tramite sito .

 E’ possibile visitare il parco in autonomia, ma io vi consiglio di farlo con una guida. Per prima cosa saprà seguire le tracce degli animali, o le indicazioni delle altre guide. Inoltre vedrà cose che voi non vedrete come serpenti velenosi nascosti tra i rami e saprà darvi indicazioni su come comportarvi con gli animali selvatici. Il parco non è uno zoom gli animali sono liberi e sebbene siano abituati all’uomo sono animali selvatici che non vengono nutriti dall’uomo e che sono quindi abituati a cacciare  o a combattere tra loro.

 Noi ci siamo ritrovati accerchiati da un gruppo di macachi che si è mostrato aggressivo. I macachi selvatici non hanno nulla a che fare con quelli che trovate vicino ai templi o ai centri abitati. I secondi infatti sanno che dall’uomo possono avere cibo e non cacciano per sfamarsi. I morsi di macaco sono pericolosi perchè hanno quasi tutti la rabbia e dei denti super affilati che strappano la carne. La nostra guida ci ha spiegato come comportarci, imponendoci di non correre e di aspettare al riparo di alcune rocce per quasi mezz’ora.
I ranger consigliano di non guardare negli occhi macachi e di non mostrare i denti (anche con un sorriso) per non mostrare segnali di aggressività e sfida e di non correre o urlare per non dimostrare di aver paura. 
Se le cose si fossero messe male avrebbe chiamato i ranger per un intervento di aiuto. Ha anche avvistato due volte serpenti molto velenosi e li ha spostati dal percorso. Il parco sembra molto bello, tranquillo e bucolico, ma nasconde alcuni pericoli che secondo me non vanno assolutamente sottovalutati.

Volendo è possibile dormire all’interno del parco. Gli alloggi sono spartani , ma sono super richiesti quindi occorre prenotare con largo anticipo sempre sul sito ufficiale.
Nel parco all’ingresso principale , dove c’è porticciolo di attracco c’è un self service e i bagni. 

3.Parco Nazionale di Semenggoh

Il parco è meglio conosciuto per il Semenggoh Wildlife Centre, che si occupa del recupero e della riabilitazione degli oranghi orfani e quelli che sono stati tenuti in cattività. Il centro lavora per reintrodurre questi primati nel loro habitat naturale.

La principale attrazione è la possibilità di vedere gli oranghi in libertà durante le sessioni di alimentazione, che si svolgono due volte al giorno (al mattino e nel pomeriggio). Durante questi momenti, gli oranghi scendono dagli alberi per ricevere cibo e sono un’opportunità unica per osservarli da vicino. Ci sono delle piattaforme di legno nella foresta da cui osservali in silenzio e fotografarli senza usare il flash.

Alcuni degli esemplari rilasciati all’interno della riserva circostante, fanno ritorno al centro, attirati dall’abbondanza di frutta distribuita dai rangers in diverse piattaforme di legno.

La distribuzione della frutta a orari fissi durante la giornata fa parte del programma di riabilitazione. Alcuni esemplari nonostante abbiano superato le fasi iniziali della riabilitazione non sono subito pronti ad autogestirsi; per questo motivo, il centro, seguendo il programma, continua a distribuire cibo per aiutare gli esemplari che non si sono ancora adattati al 100 % alla vita in libertà.

Sebbene i ranger conoscano bene tutti gli oranghi e li richiamino con caschi di banane o frutta, gli animali vivono comuque liberi nella riserva e non è sicuro che si facciano vedere. A volte non se ne avvicina nemmeno uno. Questo accade sopratutto durante la stagione delle piogge, quando vi è abbondanza di frutta nella foresta. Quello che per il visitatore è una delusione, è al contrario un successo per i rangers.

Per non stressare gli animali e non abituarli troppo all’uomo le sessioni di alimentazione sono solo 2e durano 30 minuti con accessi numericamente controllati. Quindi se per caso non doveste vedere oranghi nella sessione del mattino con lo stesso biglietto potrete accedere a quella pomeridiana. 

Il parco è circondato da una lussureggiante foresta pluviale tropicale che offre sentieri e aree per esplorazioni. Anche se non è grande come altri parchi, offre un ambiente naturale bellissimo e vario. 

Semenggoh Wildlife Centre si trova ad un’ora di strada da Kuching, (45 Km circa).

4. Villaggi indigeni e Long House

Il Sarawak è conosciuto per la sua ricca cultura indigena, in particolare le comunità Dayak, che comprendono diverse etnie come gli Iban, i Bidayuh, gli Orang Ulu e i Penan. Visitare i villaggi indigeni ti offre l’opportunità di conoscere le loro tradizioni, stili di vita e architettura unica.
Questi villaggi ti permettono di esplorare il lato autentico del Sarawak, vivendo esperienze indimenticabili a contatto con le comunità locali.
E’ però importante pianificare con guide esperte e tour operator locali queste visite per essere certi che siano etiche e sostenibili. Ci sono alcune Homestay in villaggi indigeni o nelle long boat che non sono una trappola per turisti, ma sono realtà autentiche a sostegno della popolazione locale che permettono di vivere un’esperienza diversa, nella giungla in tribù indigene.


Ovviamente sono sistemazioni che non hanno i comfort degli alberghi. Di solito si dorme in piccole camere con materassi per terra, zanzariere e bagni in comune con poca acqua calda e di mangia tutti insieme . Durante la giornata si programmano attività come visita al villaggio , trekking diurni e notturni nella giungla, spiegazioni su flora e fauna locale , visite ai campi coltivati , cooking class con i proprietari e la famiglia dell’homestay in cui si soggiorna… Noi abbiamo scelto una piccola Homestay gestita da una donna super indipendente e determinata a rivalozzare il villaggio di appartenenza:Saloma Villagestay.

Gestita da Saloma e la sua famiglia, appartenenti alla tribù indigena Bidayuh, la struttura offre un’accogliente sistemazione in cima a una collina, permettendo agli ospiti di immergersi nella cultura locale e nella natura incontaminata. Oltre alla visita del villaggio altre attività che potete organizzare con Saloma. era sua famiglia sono dei trekking diurni e notturni nella giungla, nuotare nelle cascate locali, pesca e esplorazione fluviale , lezioni di cucina, visita a piantagioni locali… Organizzeranno loro il vostro pick up da e per Kuching.

 

5. Grotte

Il Sarawak è ricco di grotte molto suggestive . Noi abbiamo visitato La Fairy Cave dopo un giro in bici che onestamnte non suggerirei perchè svolto in gran parte su strada asfaltata sotto il sole in orario dopo pranzo. mentre la grotta è stata molto bella. Richiede un po’ di allenamento (poco) perchè ci sono molti scalini anche ripidi e l’utilizzo di una torcia che vi possono fornire all’ingresso perchè alcuni tratti sono bui.

Come in tutte le grotte consigliate scarpe chiuse e con un buon grip (la grotta è molto umida) e una felpa/Kway perchè la temperatura è più bassa che all’esterno. Essendo una grotta in gran parte aperta verso la foresta non è freddissima.

Altre grotte da visitare nella zona sono:

1.Grotte del Parco Nazionale di Gunung Mulu

Patrimonio dell’UNESCO, il Gunung Mulu National Park ospita alcune delle grotte più incredibili al mondo:

  • Deer Cave:

    • Una delle camere di grotta più grandi del mondo, nota per la sua maestosa apertura e per le migliaia di pipistrelli che escono al tramonto in uno spettacolo naturale mozzafiato.

  • Clearwater Cave:

    • Parte di uno dei sistemi di grotte più lunghi del mondo, con un fiume sotterraneo che scorre limpido al suo interno.

  • Wind Cave:

    • Famosa per le sue affascinanti formazioni di stalattiti e stalagmiti.

  • Lang Cave:

    • Una grotta più piccola, ma spettacolare per le intricate formazioni rocciose

2.Niah Caves (Parco Nazionale di Niah)

Le Niah Caves sono famose non solo per la loro bellezza naturale ma anche per la loro importanza storica:

  • Qui sono stati scoperti resti umani risalenti a circa 40.000 anni fa, rendendole uno dei siti archeologici più importanti del Sud-est asiatico.
  • La Great Cave è una delle grotte principali, con un’impressionante apertura e un’atmosfera suggestiva.
  • Il Piantone Dipinto ospita antiche pitture rupestri, uniche nella regione.

6. Kajak sul fiume Semadang

Per questa esperienza ci siamo affidate a Semadang Adventure ed è stato molto divertente fare kajak con canoe singole sul fiume Semadang. La corrente non è forte, ci siamo fermati a fare il bagno in un piccolo ramo laterale con una cascata. La nostra guida è stata divertente e ha scattato foto dell’escursione che è durata un’oretta e mezzo. Ci sono canoe singole o doppie. Possono farla anche i bambini su canoe doppie con adulti.

 

7. Sarawak Cultural Village

Il Sarawak Cultural Village è un museo vivente situato a circa 35 km da Kuching, nello stato malese del Sarawak. Spesso descritto come una “finestra sul Borneo”, il villaggio offre un’immersione culturale unica per conoscere le tradizioni, la storia e il patrimonio delle diverse etnie che abitano il Sarawak.

E’ vero che può sembrare particolarmente turistico e artefatto, però è una delle poche realtà cultirali del Borneo che permette alla tribù indigene di raccontarsi e di sostenersi. Infatti le persone impiegate nelle varie attività proposte nel villaggio appartengono alle corrisponenti tribù locali e questo è un modo per sostenerle economicamente.

Il villaggio è composto da riproduzioni autentiche di case tradizionali delle principali comunità etniche del Sarawak, tra cui:

  • Iban: Famosi per le loro longhouse e il loro passato di cacciatori di teste.
  • Bidayuh: Con case sopraelevate chiamate “Baruk”.
  • Orang Ulu: Con abitazioni artisticamente decorate con motivi tribali e intagli di legno.
  • Melanau: Con alte case costruite su pali, progettate per resistere alle inondazioni.
  • Malay: Tipiche case di villaggio su palafitte.
  • Penan: Con dimostrazioni delle loro tradizionali tecniche di caccia e vita nella foresta.

Nel villaggio ci sono anche dimostrazioni cultirali, artigianali, culinarie come danze tradizionali, intaglio del legno, tessiture, lavorazioni di gioielli con perline, giochi come la trottola, utilizzo di cerbottana…

Ogni giorno si tiene uno spettacolo culturale di circa 45 minuti che mette in scena danze, musica e storie tradizionali di diverse etnie.

Per avere informazioni aggiornate su prezzi e orari fate riferimento al sito ufficiale.

CLIMA E TRASPORTI

Il clima del Sarawak, come quello del resto del Borneo, è tropicale e umido per tutto l’anno, caratterizzato da temperature elevate, alta umidità e abbondanti precipitazioni.La temperatura si aggira tra i 23 e i 32 gradi tutto l’anno con un’umidità che supera sepsso l’80%.

Nel Sarawak non ci sono vere e proprie stagioni come estate o inverno, ma si distinguono due principali periodi legati alle piogge:

Stagione delle piogge (novembre – marzo)

  • Il Sarawak è influenzato dal monsone di nord-est, che porta piogge frequenti e abbondanti.
  • I temporali sono comuni, soprattutto nel pomeriggio o alla sera.
  • Impatto sul turismo:
    • Alcune aree, soprattutto parchi nazionali o località fluviali, potrebbero diventare difficili da raggiungere.
    • Tuttavia, è anche la stagione migliore per vedere cascate in piena attività e godersi la rigogliosa natura della foresta pluviale.
    • Alcuni parchi potrebbero essere chiusi durante la stagione delle piogge.

Stagione secca (aprile – ottobre)

  • Piogge meno frequenti, anche se brevi rovesci sono sempre possibili, specialmente nel pomeriggio.
  • Clima più stabile, ideale per trekking, rafting e altre attività all’aperto.
  • Impatto sul turismo:
    • Questo è il periodo preferito dai viaggiatori, poiché i sentieri sono meno fangosi e i parchi nazionali sono più accessibili.

Noi siamo andate ad aprile. Clima molto caldo e umido in tutta la Malesia. Nel Borneo abbiamo avuto un unico temporale poco intenso dutaro circa 10 minuti . 

Per quanto riguarda il trasporto  il Borneo si raggiunge in aereo prevalentemnte tramite il suo aereoporto principale a Kuching.I voli delle compagnie asiatiche che collegano Kuching alla Malesia peninsulare oa ltre città asiatiche sono frequenti e abbastanza economici.

Per gli spostamenti dalla città di Kuching è molto comodo il servizio di Grab , ma se vi spostate troppo in peroferia meglio concordare anche il viaggio di ritorno.

I servizi che collegano le destinazioni principali in Bormeo via Bus sono di buona qualità.

Anche guidare in borneo non è complicato, c’è una strada principale , la Pan Borneo Highway , che collega molte città principali, come Kuching, Sibu, Bintulu e Miri.