Napoli è una città di 1000 contrasti tante facce e infiniti colori.

Le strade sono un teatro a cielo aperto la gente apre la porta a tutti non nega un saluto a nessuno. Qui il sacro e il profano si mescolano e sono un tutt’uno e la morte è strettamente legata alla vita. È una città in cui devi lottare da quando nasci, E in cui si respira tutto l’orgoglio dei napoletani per la propria terra. A Napoli è sempre festa a qualunque ora del giorno della notte si sta in strada si vive insieme e si condivide la vita nel bene e nel male.

Napoli oltre ad avere tante facce anche più piani sei una Napoli fuori e c’è una Napoli dentro nel ventre della città c’è un’altra città di cunicoli di scale di tombe di cisterne di luoghi dove si narrano le leggende dei Munacelli. 

Mentre fuori sotto il cielo si mangia pizza fritta a portafoglio quel cornicione ripieno con l’impasto leggero, marinara o margherita, ed arancini ,mozzarella in carrozza, sfogliatelle e Babà . A Napoli il godersi la vita passa anche dal cibo.

 

1.Museo della cappella di San Severo

La star di questa cappella è indubbiamente il Cristo Belato. Per visitarlo dovete assolutamente prenotare i biglietti con anticipo online. All’interno del museo della cappella di San severo non è possibile fare foto.

Questo museo è in realtà una cappella costruita nel 1590 che però acquisì il pregio e il valore artistico che ha oggi a partire dal 1749 grazie a un eclettico principe, il principe di San Severo Raimondo di Sangro, che chiamò e reclutò i migliori artisti chiedendogli di realizzare delle opere per questa cappella superando se stessi. E in particolare davvero Giuseppe San Martino superò se stesso e tutte le aspettative con il Cristo velato realizzato nel 1753 che appare adagiato su un materasso e dei cuscini ed è ricoperto da un velo sottilissimo che mostra dei particolari di un corpo martoriato con una fisionomia e un anatomia perfettamente visibili. 

Questo velo appare talmente sottile che molti pensarono che non fosse una vera e  propria scultura, ma che fosse un tessuto  marmorizzato frutto di strani trucchi del principe di San Severo. Ma in realtà è dovuto esclusivamente alla mano incredibile dell’artista, persino Antonio Canova tentò invano di acquistare questa scultura dicendo che avrebbe dato 10 anni di vita in cambio di esserne stato lui l’autore.

2.Spacca Napoli

Questa è la zona più antica e più autentica di tutta la città ed è attraversata da tre vie parallele che hanno un’origine molto antica. Infatti sono state realizzate addirittura durante il dominio greco e sono chiamate via superiore, via maggiore e via inferiore. La via inferiore è nota come Spacca Napoli che è una lunga via che taglia la parte più autentica e storica della città. Capirete perché chiamata così se salirete a  Castel Sant’Elmo sul Vomero e guarderete verso la il centro storico.

Questa via divide in maniera netta l’abitato tra Nord e sud. 

Incontrerete subito la chiesa del Gesù Nuovo e poi la basilica e il Monastero di Santa Chiara.

La via prosegue poi con un susseguirsi di palazzi antichi come il palazzo Filomarino dove visse e morì il filosofo Benedetto croce. 

Troverete moltissimi negozi di souvenir e soprattutto di tentazioni alimentare di ogni tipo.

Chiesa del Gesù nuovo

La chiesa del Gesù nuovo è la porta d’ingresso a spacca Napoli.

È un esempio di pittura e scultura barocca a cui sono intervenuti artisti come Fanzago e giordano.

L’ingresso è libero negli orari di apertura che di solito sono sette- 13 e 16- 20.

Basilica e monastero di Santa Chiara

L’interno della basilica di Santa Chiara è piuttosto essenziale e ha un’architettura gotica realizzata con  con tufo giallo di Pozzuoli. Ha un’unica navata e ai lati di questa navata centrale ci sono 10 cappelle per lato con i sepolcri  di nobili napoletani e dei Borboni.

Alle spalle dell’altare c’è il coro delle Clarissa perché attaccato alla basilica c’è il monastero di Santa Chiara.

E qui potrete accedere in un luogo magnifico: il chiostro delle Clarisse.
Questo chiostro fu realizzato nel 300 e poi modificato completamente nel 700 con una vena creativa rococò dell’architetto Vaccaro per accontentare la regina Maria Amalia di Sassonia che amava le porcellane di ceramica. Il risultato è un chiostro incantevole dove poter passeggiare, ricco di agrumi e glicini, con due viali a croce completamente decorati da 30.000 maioliche dipinte da Giuseppe e Donato Massa con scene di feste di lavoro.

3.Complesso di San Gregorio Armeno

Nella conosciutissima via dei presepi c’è una realtà un po’ meno nota ai turisti ma estremamente bella. È il complesso di San Gregorio Armeno che è un luogo di culto importantissimo per i napoletani perché qui è custodita una reliquia importante : il sangue di Santa Patrizia che come quello di San Gennaro si scioglie.

Questa chiesa sorge sulle rovine di un tempio antico dedicato alla dea Cerere e ospita le suore dell’ordine di San Basilio che sono suore che sono fuggite dall’Armenia portando con sé le reliquie di San Gregorio per fondare qui una chiesa e un chiostro con un convento.

Date un’occhiata alla chies,a ma non perdete il chiostro che è un’oasi di pace tra le vie più frenetiche della città. 

Attraverso le scale vi avvicinerete al convento che è ancora abitato dalle suore e sulla destra invece troverete un agrumeto, orti curati, una bellissima fontana barocca al centro decorata con delfini e cavalli marini e incorniciata da Cristo a sinistra e della samaritana a destra.

È tutto talmente silenzioso che vi dimenticherete di essere a Napoli.

4.MANN

Questo museo è ospitato nel palazzo degli studi e destato voluto da Carlo III di Borbone. È considerato il più importante museo archeologico al mondo per quanto riguarda i reperti di epoca romana. 12.000 mq di capolavori tra dipinti, sculture, mosaici. E’ un museo che per essere visitato accuratamente richiede molto tempo, ma se non avete mai visto Pompei o Ercolano e pensate di rimanere solo in città vale il tempo che richiede.

5.Via dei tribunali

Passeggiate per via dei tribunali e per le vie limitrofe. Botteghe, palazzi nobiliari, vicoli con panni stesi ,motorini che scorrazzano… questo è quello che troverete. Passate da Vico del fico al purgatorio dove troverete un Pulcinella di bronzo, continuare nelle vie dei presepi e la via di San Gregorio armeno dove troverete botteghe con i famosi presepi napoletani in cui vedrete anche statuette di moltissimi personaggi famosi. La via è talmente frequentata che nei periodi delle festività natalizie viene addirittura resa a senso unico pedonale.

Se siete appassionati di Street Art  non potete perdervi nella via dei tribunali la famosa Sant’Agnese o madonna con la pistola di BanSky.

napoli Bansky

6. Duomo

Non perdete il Duomo e il museo del Tesoro di San Gennaro in via Duomo. Qui l’opulenza è sfacciata. Le 10 cappelle del Duomo sono un libro di storia dell’arte. Più famose sicuramente la cappella del Tesoro di San Gennaro che è un’apoteosi del barocco finanziata dai napoletani stessi come voto al santo per avere una protezione dalla peste del 1527 e dall’eruzione del Vesuvio.

napoli

7.Ospedale delle bambole

Questo è un piccolo museo molto particolare . È un vero e proprio laboratorio in cui vengono restaurate le bambole, ma quando lo sai visita viene raccontata la storia di questo ospedale e le sue particolarità. Fu infatti fondato nel lontano 1800 da Luigi Grassi che era scenografo dei teatri di corte e dei teatrini dei pupi. Grassi oltre a dipingere le scenografie costruiva e riparava ogni oggetto di forma o genere tra cui i pupi di scena e quindi attirava e incuriosiva lo sguardo di tutta la gente di passaggio. Un giorno una mamma entra nella bottega con una bambola rotta e implora il dottor grassi di ripararla. E così fece. Ben presto la voce si sparse e furono tanti i pazienti che vennero portati in quest’ospedale. Ad oggi sono state ben quattro le generazioni che hanno portato avanti questa bottega ospedale. La popolarità di questo luogo oltrepassa addirittura i confini di Napoli E qui giungono bambole da tutto il mondo.

8.Museo Madre

Questo è il centro nevralgico dell’arte contemporanea a Napoli è un museo di 7200 m quadri distribuiti su tre piani con una collezione permanente che via via si sta arricchendo. Qui troverete artisti del calibro di Anish Kapoor ,Jannis kounellis, Mimmo paladino,  rebecca Horn,  Jeff Koons,  Richard serra.

9. Metro Art & STREET ART

La metropolitana di Napoli con oltre 250 opere site-specific installate nelle Stazioni dell’Arte della Linea 1 rappresenta il più grande museo di arte contemporanea diffuso nel sottosuolo.

L’Azienda Napoletana Mobilità con i servizi educativi Metro Art Tour valorizza il ricco patrimonio di arte e architettura underground con programmi di visite didattiche, lezioni tematiche itineranti, laboratori creativi per i più piccoli.

Ovviamente potete visitare le stazioni in autonomia , ricordandovi che i tempi della metro napoletana sono “creativi” quindi se potete visitatele quando vi trovate già in zona.

Oltre a questo progetto molto ineressante che ha decretato una delle stazione di Napoli la più bella del mondo, Napoli è disseminata di opere di street art. Oltre al già citato Bansky in centro una delle opere più visibili è il Volto di San Gennaro ,opera di Street Art dell’artista Jorit Agoch Che riproduce il viso di un operaio di nome Gennaro simulando però le vestigia del Santo. Si trova in via vicaria vecchia 33.

napoli

10. Quartieri spagnoli

Passeggiando per via Toledo verso piazza della Crtià sulla vostra sinistra vedrete abbarbicarsi e aggrapparsi sulla collina tanti vicoli limitati da palazzi, botteghe e percorsi da motorini. Sono i quarteri spagnoli di Napoli, chiamati così dal cinquecento , quando il vicerè Pedro de Toledo  riunì qui le truppe spagnole .

Sono tra i quartieri più autentici di Napoli, e sebbene abbiano una fama di quartiere pericoloso e malfamato tra i turisti, sono assolutamente sicuri. 

Passeggiate nei quartieri per raggiungere un luogo simbolo della città: il murales di Diego Armando Maradona dipinto da Mario Filardi nel 1990 che si dice sia stato relaizzato con una colletta del quartiere e che gli abiranti della zona tenevano i fari delle auto accese di notte per far lavorare l’artista. Ai piedi del mrale c’è un vero e proprio altare di commemorazione al campione.

Accanto al murale di Maradona c’è un’altra opera di street art molto significativa: La Pudicizia si Francisco Bosoletti che ha la particolarità di essere stato dipinto in negatico quindi per vederlo in positivo dovete usare un filtro sullo smartphone.

11.Galleria Borbonica e Napoli sotterranea

Mentre passeggiate per Napoli ricordatevi sempre che oltre la città che state ammirando sotto ai ostri piedi c’è una’ltra intera città, immensa e silenziosa. 

Il sottosuolo di Napoli è attraversato da una grande rete di cunicoli, gallerie, acquedotti e spazi scavati ed utilizzati dall’uomo durante la storia della città sin da diversi secoli avanti Cristo fino a pochi anni dopo la fine del secondo conflitto mondiale, ed ancora oggi, almeno in parte, visitabili.

Prima i Greci e poi i Romani scavarono il sottosuolo per ricavare il tufo necessario per ampliare l’allora Neapolis, oltre a creare una serie di Ipogei funerari.

In seguito, in epoca Augustea la città fu dotata di una impressionante rete sotterranea adibito a complesso sistema di rete di acquedotti che venne poi sfruttato in epoca borbonica e rese Napoli la prima città europea a ricevere acqua potabile direttamente nelle case.

Durante la seconda guerra mondiale questi cunicoli furono utilizzati dalla popolazione come rifugio dai numerosi bombardamenti che colpirono la città.

Esistono numerosi accessi e visite guidate al sottosulo di napoli, i più famosi sono sciuramente Napoli sotterranea con ingresso in zona via dei tribunali e la Galleria Borbonica   che ha ingresso in zona Piazza Vittoria . Sono entrambi siti molto suggestivi da visitare necessariamente con visite guidate di varia durata e difficoltà.

 

12. Rione Sanità

Il Rione Sanità si trova ai piedi della collina di Capodimonte, a pochissima distanza dal centro storico.

Incarna alla perfezione tutte le contraddizioni di Napoli, la sensazione che si ha visitandolo è quella di essere in un quarteire di periferia, con la differenza che si trova nel centro di Napoli. Negli anni le opere di riqualificazione e coinvolgimento della popolazione nella macchina del tursimo è stato davvero significativo e ha dato i suoi frutti.

Si sviluppò urbanisticamente dal XVII secolo, a partire dalla costruzione della Basilica di Santa Maria della Sanità, diventando l’area prescelta da nobili e borghesi napoletani per le proprie dimore. Nel XVIII secolo le sue strade diventarono il percorso della famiglia reale dal centro della città alla Reggia di Capodimonte.

Il percorso risultava particolarmente tortuoso, per questo si ritenne necessaria la costruzione di un collegamento diretto, il Ponte della Sanità, causando in questo modo l’isolamento del quartiere.

Dal 2000, l’arrivo del nuovo parroco della Basilica di Santa Maria della Sanità ha segnato l’inizio di un processo di riqualificazione e valorizzazione del patrimonio storico-artistico e umano del quartiere.

Infatti con l’aiuto di fondazioni, professionisti e associazioni è stato possibile creare opportunità di riscatto per i giovani.

Anche qui ci sono aree sotterranee da visitare . Le Catacombe di San Gennaro e di San Gaudioso e le minori di San Severo, in fase di restauro, sono una testimonianza delle origini del rapporto della città con la fede cristiana, veri e propri cimiteri sotterranei dove l’oriente incontra l’occidente e il sacro si fonde nel profano. Ovviamente da visitare sono anche le relative basiliche.

Da non perdere il super fotografato Palazzo dello Spagnuolo che è uno dei principali esempi di barocco napoletano, costruito nel 1738 su progetto dell’architetto Ferdinando Sanfelice, per volere del marchese Nicola Moscati. Di grande impatto visivo è la scala monumentale ad ali di falco e la scelta cromatica del giallo e verde.

Nel quartiere merita una visita sopratutto il cimitero delle fontanelle .

L’ossario delle Fontanelle era una delle cave da cui si estraeva il tufo per edificare la città di Napoli, usate fino al XVII secolo. Qualche anno dopo, però, la cavità delle Fontanelle servì per ospitare i resti di delle vittime delle epidemie di peste (1656) e di colera (1836), oltre a quelli provenienti dalle chiese.

Il cimitero delle Fontanelle è noto soprattutto per il culto delle anime pezzentelle che prevedeva l’adozione e la cura di teschi abbandonati in cambio di grazie. Una volta scelto il teschio da adottare, lo si puliva e si poneva in una teca di marmo o, per chi non poteva permetterselo, una scatola. L’anima del teschio prescelto e la persona che l’aveva adottato comunicavano attraverso il sogno: il defunto chiedeva preghiere, elargendo in cambio grazie o numeri da giocare al lotto.

Puoi visitare i tesori del Rione Sanità con il percorso Il Miglio Sacro.

13. Castel Sant’Elmo

Il Castello Medievale più grande di Napoli

Il castello di Sant’Elmo trova le sue origini nel 1200, posizionato sulla collina del Vomero a Napoli, è un castello medievale oggi adibito a museo e dimora degli uffici della Direzione del Polo museale della Campania e del Museo del Novecento a Napoli. Ciò che rende splendido questo luogo monumentale è la posizione strategica dalla quale è possibile ammirare un panorama mozzafiato sul mare, il Vesuvio, le isole, i Campi Flegrei e i monti del Matese.

14. Piazza del Plebiscito e Palazzo Reale

Questa enorme piazza (25000 mq) è oggi teatro di importanti manifstazioni e spettacoli prende questo nome a partire dal 21 ottobre 1860 quando il Regno di Sicilia fu annesso all’Italia .

Qui si affaccia il Palazzo Reale la cui costruzione  risale ai primi del ‘600. Il progetto fu affidato all’architetto Domenico Fontana che si ispirò ai canoni tardo-rinascimentali. Sulla base di alcune colonne della facciata principale è incisa la sua firma. La facciata, in mattoni e piperno, si articola in tre ordini architettonici: tuscanico al piano terra, ionico e poi corinzio nei piani superiori. La costruzione del Palazzo si protrasse per secoli e fu completata solo nel 1858 ad opera di Gaetano Genovese, ma il progetto è rimasto comunque fedele al disegno del Fontana.  Dal 1919 l’Appartamento Reale al piano nobile è aperto al pubblico come “Appartamento Storico”. Dal 1923, inoltre, una parte del Palazzo ospita la prestigiosa Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele III.

napoli

15. CASTEL NUOVO

Uno dei simboli indiscussi di Napoli, il Maschio Angioino o Castel Nuovo è una fortezza medioevale fatta costruire da Carlo I d’Angiò a scopo difensivo e come nuova corte reale. 

In particolare, questo complesso fu costruito in una posizione strategicamente rilevante volta ad incrementare il sistema difensivo della città che era già composto dal Castel dell’Ovo, che era ormai ritenuto una struttura obsoleta, e da Castel Capuano, che si trovava in posizione poco strategica e lontana dal mare. Essendo il Castel dell’Ovo e il Castel Capuano fortezze già edificate anni prima, a questo nuovo complesso fu dato il nome di Castel Nuovo, per differenziarlo dalle altre due strutture. Il nome Maschio Angioino, invece, è un termine di origine medioevale che deriva dalla parola fiorentina “mastio” che indicava in una fortezza la torre maggiore e la più sicura in caso di attacchi bellici. 

La visita è molto inteerssante e spesso opsita mostre fotografiche o di arte moderna.

napoli

16. Castel dell’ovo

Considerato il castello più antico della città di Napoli, il Castel dell’Ovo è uno dei simboli della città partenopea che nel corso della storia è stato fortezza difensiva, carcere ma anche residenza reale. 

Edificato nel 1128 sull’isolotto di Megaride, costituito da due scogli uniti tra di loro da un grande arco, il Castel dell’Ovo è una maestosa fortificazione che, nei secoli, ha svolto non solo un ruolo difensivo ma è stato anche monastero, carcere e residenza reale. Considerato uno dei simboli della città partenopea, il Castel dell’Ovo è il castello più antico della città di Napoli. Secondo un’antica leggenda proprio in questo isolotto approdò la sirena Partenope che poi diede il  nome all’antica Napoli che fu fondata da un gruppo di greci cumani intorno al VIII secolo a.C. Il Castel dell’Ovo si trova all’interno dello storico rione di Santa Lucia e ora nelle sue sale si tengono mostre, convegni e manifestazioni, mentre esternamente il Castello regala una della viste più belle su tutto il Golfo di Napoli. Alla sua base sorge il piccolo porto “Borgo Marinari” caratterizzato da ristoranti, locali, bar e le sedi di alcuni tra i più antichi circoli nautici napoletani.

COSA MANGIARE

La cultura napotelatana passa anche , o soprauttto dal cibo. Quando si dice “pizza” , in tutto il mondo, non si pensa solo all’Italia, ma sopretutto a Napoli. 
Se volete assaggiarla nelle pizzerie iconiche preparatevi a a fare la coda : Sorbillo, Da Michele (solo marinara o margherita), Zia Esterina (per la pizza fritta) , Enzo Coccia (per rivisitazioni moderne).
A Napoli non potete non farvi tentare dai cuoppi di fritto e dalle dolce tentazioni che troverete al banco in ogni angolo della città: babà e sfogliatella.

troverete cibo e ristoranti ovunque. Ci sono alcuni locali iconici consigliati un po’ da tutti, ma lasciatevi guidare dall’istinto, mangerete comunque bene . Questo è solo un elenco delle raccomandazioni che ho ricevuto durante il mio viaggio (non li ho provati tutti):

  • Tandem , per il ragù napoletano
  • CAmpagnola , per salsiccia e friarielli
  • Etto, ristorante a peso
  • Da Michele, Sorbillo, Masardona, Zia Esterina , per la pizza
  • Attanasio, per la sfogliatella
  • Gambrinus, per le zeppole di San Giuseppe
  • ‘Ntretella, cucina tipica
  • Antichi sapori partenopei , per pasta patate e provola
  • Officina del mare, cuscina di pese
  • Donna teresa, cucina napoletana
  • Macelleria vegetariana Gagliano, cucina veg
  • Poppella, per i fiocchi di neve

 

 

COSA VEDERE NELLE VICINANZE DI NAPOLI

  • SCAVI DI POMPEI
  • REGGIA DI CASERTA

Posillipo è una delle zone più affascinanti di Napoli, famosa per le sue viste panoramiche e il suo ricco patrimonio storico e culturale.

Ecco alcuni dei luoghi da non perdere a Posillipo:

1. Parco Virgiliano

Il Parco Virgiliano è un’oasi verde situata sulla collina di Posillipo, che offre viste spettacolari sul Golfo di Napoli, il Vesuvio, Capri, Ischia e Procida. È un luogo perfetto per passeggiate rilassanti, jogging, o semplicemente per godersi il panorama .

2. Parco Archeologico del Pausilypon

Questo parco archeologico comprende i resti di una villa romana appartenuta al ricco cavaliere romano Publio Vedio Pollione. Il sito include un teatro romano, un’odeion, e altri edifici antichi. È possibile visitarlo attraverso un tour guidato che spesso include una visita alla Grotta di Seiano .

3. Grotta di Seiano

Un antico tunnel romano lungo circa 770 metri, che collega la piana di Bagnoli con la villa di Pausilypon. La grotta è un’opera di ingegneria romana e offre un accesso spettacolare al Parco Archeologico del Pausilypon .

4. Marechiaro

Marechiaro è un pittoresco borgo di pescatori noto per la sua bellezza e le sue viste mozzafiato sul mare. È famoso per la “Fenestella”, una piccola finestra immortalata in una celebre canzone napoletana. Qui si trovano anche alcuni ristoranti eccellenti dove gustare pesce fresco .

5. Palazzo Donn’Anna

Questo palazzo barocco incompleto si affaccia sul mare ed è avvolto da leggende e misteri. Costruito nel XVII secolo, è uno degli edifici più iconici di Napoli, sebbene non sia aperto al pubblico, è un punto di interesse storico e architettonico da ammirare dall’esterno .

6. Spiaggia della Gaiola

Una delle spiagge più belle e segrete di Napoli, situata all’interno del Parco Sommerso di Gaiola, un’area marina protetta. La spiaggia è famosa per le sue acque cristalline e i resti sommersi di antiche strutture romane. L’accesso è limitato e regolamentato per preservare l’ambiente naturale .

7. Villa Rosebery

Residenza ufficiale del Presidente della Repubblica Italiana a Napoli, Villa Rosebery è situata in una splendida posizione panoramica. Anche se generalmente chiusa al pubblico, occasionalmente vengono organizzate visite guidate che permettono di ammirare i giardini e gli interni della villa .

Il sito archeologico di Ercolano è uno dei più importanti al mondo. A differenza di Pompei, molte strutture di Ercolano sono meglio conservate grazie alla diversa composizione dei materiali vulcanici. Tra i punti salienti ci sono:

  • Casa dei Cervi: Una delle residenze più lussuose del sito, famosa per i suoi affreschi e le sculture.
  • Casa del Bicentenario: Conosciuta per i suoi affreschi e mosaici.
  • Terme Suburbane: Ben conservate, mostrano le strutture di un complesso termale romano.
  • Sacro Collegio degli Augustali: Un edificio dedicato al culto dell’imperatore Augusto, con affreschi eccezionali .

Fare un’escursione al Vesuvio è un’esperienza unica che offre panorami spettacolari e la possibilità di esplorare uno dei vulcani più famosi al mondo. Ecco una guida dettagliata su come organizzare la tua escursione:

1. Come Arrivare al Vesuvio

  • In Auto: Puoi guidare fino al Parco Nazionale del Vesuvio e parcheggiare presso il Piazzale di Quota 1000, il punto più vicino accessibile in auto.
  • In Autobus: Dalla stazione ferroviaria di Napoli, puoi prendere un treno della Circumvesuviana fino a Ercolano Scavi o Pompei Scavi, e da lì prendere un bus navetta fino al Vesuvio.
  • Tour Organizzati: Ci sono molti tour organizzati che partono da Napoli, Ercolano e Pompei, inclusi trasporto e guida.

2. Percorso a Piedi

Dal Piazzale di Quota 1000, puoi iniziare la salita a piedi verso il cratere. La passeggiata dura circa 30-40 minuti, a seconda del tuo ritmo. Il sentiero è ben segnalato e offre viste panoramiche mozzafiato sul Golfo di Napoli, Capri, Ischia e la penisola sorrentina.
Una volta raggiunto il cratere, potrai camminare lungo il bordo e osservare le fumarole che emettono gas vulcanici. Guide esperte sono disponibili sul posto per fornire informazioni sulla storia del vulcano e sui fenomeni vulcanici.

La Costiera Amalfitana è una delle destinazioni più spettacolari e affascinanti d’Italia, famosa per i suoi paesaggi mozzafiato, le pittoresche città costiere e la ricca cultura. Ecco una guida su cosa vedere e fare lungo la Costiera Amalfitana:

1. Amalfi

  • Duomo di Sant’Andrea: Questa cattedrale imponente, con la sua facciata in stile arabo-normanno e il chiostro del Paradiso, è un simbolo di Amalfi.
  • Museo della Carta: Esplora la tradizione della produzione della carta a mano, una delle attività storiche di Amalfi.
  • Porto e Spiaggia: Passeggia lungo il porto e rilassati sulla spiaggia cittadina.

2. Positano

  • Spiaggia Grande: Una delle spiagge più famose e fotografate della costiera, con un mare cristallino e case colorate che si arrampicano sulla collina.
  • Chiesa di Santa Maria Assunta: Con la sua cupola in maiolica e l’icona bizantina della Madonna Nera.
  • Sentiero degli Dei: Un percorso escursionistico che offre viste spettacolari sul mare e sulle montagne.

3. Ravello

  • Villa Rufolo: Con i suoi giardini incantevoli e la vista mozzafiato sulla costa.
  • Villa Cimbrone: Famosa per la Terrazza dell’Infinito, un balcone con una vista panoramica sul mare.
  • Festival di Ravello: Un festival musicale di fama internazionale che si tiene ogni estate.

4. Praiano

  • Chiesa di San Gennaro: Con il suo pavimento in maiolica e la vista sulla baia.
  • Marina di Praia: Una piccola spiaggia incastonata tra le scogliere.
  • Grotta dell’Africana: Un club esclusivo situato all’interno di una grotta naturale.

5. Furore

  • Fiordo di Furore: Una stretta insenatura con una piccola spiaggia e un ponte spettacolare.
  • Cantine di Marisa Cuomo: Visita le cantine locali per degustare i vini della costiera.

6. Atrani

  • Piazza Umberto I: Il cuore del piccolo borgo, con bar e ristoranti tipici.
  • Chiesa di San Salvatore de Birecto: Con la sua facciata barocca e gli interni affrescati.

7. Minori

  • Villa Romana: Un’antica villa romana con mosaici ben conservati.
  • Pasticceria Sal De Riso: Famosa per i dolci tradizionali della costiera, come la delizia al limone.

8. Maiori

  • Lungomare: Un’ampia passeggiata lungo la spiaggia.
  • Castello di San Nicola de Thoro-Plano: Una fortezza medievale con una vista panoramica.

9. Cetara

  • Tonnara: Visita una delle ultime tonnare attive in Italia.
  • Colatura di Alici: Degusta la famosa colatura di alici, un prodotto tipico di Cetara.

10. Vietri sul Mare

  • Ceramiche di Vietri: Famosa per le sue ceramiche colorate, puoi visitare numerosi laboratori e negozi.
  • Duomo di San Giovanni Battista: Con la sua cupola rivestita di maioliche.

Consigli di Viaggio

  • Periodo Migliore per Visitare: La primavera e l’autunno sono ideali per evitare le folle estive e godere di un clima piacevole.
  • Trasporti: La costiera è servita da autobus locali e traghetti. Noleggiare un’auto è possibile, ma le strade possono essere strette e affollate.
  • Escursioni in Barca: Considera un’escursione in barca per vedere la costiera dal mare e visitare grotte e baie nascoste.

La Costiera Amalfitana offre un mix perfetto di bellezze naturali, cultura, storia e gastronomia, rendendola una destinazione imperdibile per chi visita l’Italia.

STORIA DI NAPOLI

Una e trina: Partenope, Palepoli, Neapolis… le origini di Napoli sono antiche. Secondo la leggenda poiché Ulisse era sfuggito al potere del canto di una sirena che l’aveva tentato, Partenope, affranta per l’astuzia di Ulisse si suicidò e il suo corpo andò alla deriva fino ad incagliarsi sugli scogli dell’isolotto  dove oggi sorge Castel dell’ovo.

Secondo una versione meno mitica Partenope era una fanciulla figlia di un condottiero greco che era partito alla volta della costa campana per fondare di una colonia. Una tempesta colpì la nave provocando la morte della figlia Partenope e in suo onore diede il nome alla colonia che fondò.

Quello che è certo è che nel IX secolo a.c.  i greci approdarono sulle coste su cui oggi sorge Napoli. Il clima era salubre, il luogo bellissimo e le numerose grotte di tufo spinsero i coloni a stabilirsi e insediarsi in quest’area e qui fondarono  una città ,Partenope, nel luogo dove oggi sorge il Castel dell’ovo.

Intorno al 530 a.C. ci fu un declino di quest’area perché iniziava il predominio degli etruschi e la rinascita avvenne soltanto con l’avvento di Carlo Magno quando le colonie della Magna Grecia sconfissero effettivamente gli etruschi  e  riaffermarono il loro potere nell’Italia del sud.

Il nome Neapolis naque quindi in questi anni quando  la città iniziò ad espandersi oltre l’attuale Castel dell’Ovo andando poi a costituire quello che è il centro storico di Napoli di oggi e questa nuova parte della città fu chiamata appunto Neapolis.

In quegli anni la città conobbe un periodo di grande prosperità sia economica e culturale diventando meta anche di personalità importanti dell’epoca come Cicerone e Virgilio.

Ovviamente Napoli nel periodo medievale risentì della caduta dell’impero romano d’Occidente e poi dei bizantini nella guerra tra i bizantini e longobardi.

Momento significativo della storia di Napoli fu sicuramente quello in cui nel 1263 il sud Italia passò nelle mani dell’impero angioino e così si creò un regno indipendente che aveva come capitale Napoli.

Napoli visse poi un nuovo momento di splendore nel XVI secolo quando nella città venne eretta  l’università e la popolazione raddoppiò con la costruzione di nuovi quartieri e la crescita della città.

Ma a questo periodo  seguì un periodo più difficoltoso  dovuto al crollo di Genova in bancarotta nel 1622 che trascino anche Napoli in un periodo nero che fu appesantito dalla grande peste che colpì la città e che uccise tre quarti della popolazione. Chi sopravvisse alla peste dovette fare i conti con la guerra di successione spagnola finché la città passò in mano agli austriaci anche se per poco tempo, perché poi i Borboni approfittarono della guerra di successione per recuperare il regno riportandolo sotto il dominio spagnolo.

Le cose cambiarono ancora quando Napoleone arrivò in Italia nel 1796 e iniziò a invadere il nostro paese e giunse a Napoli dove costrinse il re ad abdicare .

All’inizio del 1800  ci fu un nuovo periodo florido per la città quando nel 1815 il congresso di Vienna stabilì il principio di legittimità secondo il quale le terre dovevano essere restituite agli antichi monarchi e di conseguenza il regno di Napoli venne annessa regno delle due Sicilia  sotto il controllo di Ferdinando Quarto.

Le cose per Napoli cambiarono nuovamente con l’invasione di Garibaldi con il re Francesco II che perse la corona e a questo punto la penisola italica si vide divisa in sette Stati  fino  al 1861 quando fu proclamato il regno d’Italia.

Ma il governo era lontano, aveva sede a Torino e quindi non poteva rendersi conto dei veri problemi del popolo. Molte delle industrie vennero trasferite al Nord e le poche  che rimasero chiusero per la concorrenza delle stesse fabbriche settentrionali che avevano una più facile via di importazione di materie prime. Molte terre che appartenevano al clero furono confiscate e quindi contadini non potevano più contare sui frutti del raccolto e furono costretti ad abbandonare la loro terra migrando all’estero. 

Nel contempo le condizioni igieniche della città peggiorava a vista d’occhio. Le persone erano fortemente impoverite dalla situazione che si era venuta a creare e vennero costruite  delle case popolari in cui però la gente viveva ammassata senti servizi igienici, senza fogne e ci furono così due altre grandi epidemie di colera che portarono a oltre 15.000 vittime su 30.000 casi accertati con una conseguente opera di risanamento  che sulla carta aveva lo scopo di mettere fine al degrado abitativo di certe zone della città. Di fatto fu tracciata una linea nella città che partiva dalla stazione centrale, subentrava tutto l’antico tessuto della città medievale distruggendo anche alcuni edifici importanti come chiese e lì effettivamente avvenne un risanamento. Cosa che però non successe oltre i lati di quella nuova strada dove rimaneva la stessa situazione abitativa igienica e sociale. Su quella nuova grande arteria stradale vennero edificati edifici  a cinque piani destinati alle classi privilegiate e un piccolo quartiere  destinato ad accogliere più o meno 80.000 persone che erano gli sfollati dall’abbattimento delle case che era stato fatto. Ovviamente questo ha voluto semplicemente dire lo spostamento di 80.000 persone da case fatiscenti ad altre case nuovamente fatiscenti.

I Savoia regnarono fino al 1945 e videro il periodo di maggior flusso migratorio italiano verso l’estero. Ad emigrare per le Americhe furono circa 90.000 napoletani cioè circa un quinto dell’intera città. 

Fu in seguito a questa situazione di emergenza che il re Vittorio Emanuele III di Savoia iniziò una campagna per migliorarne l’immagine turistica. Anche con progetti  di industrializzazione della città per rendere idealmente il territorio competitivo sollecitando iniziative locali e cercando di arginare la disoccupazione che era altissima. Il progetto però si rilevò presto fallimentare perché delegava ai perimetri della città le attività industriali che presto divennero più inquinate e presentavano queste grandissime industrie di ecomostri.

Ovviamente le cose furono peggiorate dalle due guerre mondiali. Paradossalmente  fu il ventennio fascista che portò a delle migliorie nella città, perché vennero costruite delle nuove opere pubbliche come il palazzo delle poste, la stazione marittima, la mostra d’oltre mare a Fuorigrotta. Ma comunque dopo la seconda guerra mondiale la città è completamente distrutta tra macerie e persone morte e la povertà e la fame sono assolutamente dilaganti. 

Ed è in questo clima di povertà e malcontento post bellico che va al potere della città a un sindaco, Lauro, che diede il via a una speculazione  edilizia pazzesca di cui ancora oggi Napoli paga le conseguenze. 

E non è un caso che siano proprio questi gli anni che vedono la nascita della camorra a Napoli. 

L’mmagine di questa bellissima città è infatti fortemente legata alla mafia.

La camorra nasce mostrandosi come sostegno  ai ceti più poveri fornendo a loro una possibilità di guadagno seppur illegale e dall’altro lato ha dei tentacoli che creano dei solidi legami con gli ambienti politici. 

Fu erroneamente dichiarata soppressa durante il fascismo, ma in realtà era semplicemente sopita. Nella seconda metà degli anni 70 torna di nuovo a galla con le nuove famiglie di Napoli ecome la famiglia Cutolo prima e  la famiglia Alfieri dopo che ha fondato cosa nostra, la nuova mafia campana.

Tra alti e bassi e momenti in cui è più evidente agli occhi del resto d’Italia e altri in cui invece sembra quasi sconfitta, la camorra ha avuto due momenti topici che hanno favorito  il suo sviluppo : il primo è l’entrata nel mercato degli stupefacenti e il secondo è quando il governo italiano ha stanziato dopo il terremoto del 1980  50.000 miliardi di lire per la città.

Oggi nella provincia di Napoli operano circa 100 gruppi camorristici a conduzione soprattutto familiare e  ciascuno di essi agisce su un ambito territoriale ben definito, talvolta avvengono degli scontri di mafia proprio perché alcune famiglie vogliono espandere il loro potere. Le principali attività nelle quali la camorra risulta coinvolta sono traffico di stupefacenti, il traffico di rifiuti tossici e nocivi con controllo delle discariche abusive, estorsione, usura, contrabbando, lotto, totocalcio clandestini e contraffazione di merci.

Il problema più grosso è che c’è una collusione con la politica enorme; nella provincia di Napoli sono stati registrati 44 casi dal 1991 oggi di scioglimento di consigli comunali per sospetto di infiltrazione mafiosa.

Anche l’infiltrazione della camorra nel tessuto economico è notevole infatti  la camorra è in grado di condizionare l’assegnazione degli appalti e dei servizi pubblici . 

Negli anni poi si sono create anche delle relazioni importanti con altre mafie straniere ad esempio quelle nigeriana e quella cinese.

Napoli è sempre stata una città con tanti contrasti interni politici e storici e dimostra ancora oggi tutti quanti. 

È una città stratificata sia dal punto di vista edilizio che dal punto di vista sociale una città molto complessa che vedere con gli occhi di un turista non ha nulla che fare col viverci.

Dal punto di vista turistico difficilmente percepirete questa situazione così difficile, cioè sicuramente vi renderete conto di dinamiche sociali particolari e diverse da molte altre città però per tanti aspetti Napoli sembrerà semplicemente una città del sud con il suo ritmo, con la sua anima, con il suo vociare, con le persone che vivono tanto in strada e da turisti non si riesce a cogliere l’altro lato della medaglia di cui però siamo assolutamente consapevoli.

È una città bellissima ferita dalla storia e dalla politica. Ma estremamente fiera delle sue origini e della sua bellezza.