DOLOMITI // VAL PUSTERIA
1. FANES E SENES
Con una superficie di 25.680 ettari, il Parco Naturale Fanes-Senes-Braiesè uno dei più grandi dell’Alto Adige.
Le catene montuose che si trovano nel parco naturale sono in gran parte composte da rocce sedimentarie come calcari e dolomie che si sono sviluppate grazie alla sedimentazione di microorganismi sul fondo marino.
Noi abbiamo percorso il sentiero che collega il rifugio Pederù al rifugio Fanes.
Punto di partenza: Rifugio Pederü (San Vigilio di Marebbe)
Percorso: Pederü – Rifugio Fanes
Segnavia: 7
Lunghezza del percorso: ca. 7.5 km (per direzione)
Dislivello: 700 m in salita all’andata
Altitudine: tra 1.545 e 2.165 m s.l.m.
Il primo tratto del percorso è roccioso ed in salita, ma in seguito prosegue attraverso una valle disseminata di pino mugo.

2. LAGO DI BRAIES
Il lago di Braies è all’altezza della fama che lo precede. Incastonato tra like montagne, circondato da un sentiero immerso nei boschi abitati da scoiattoli rossi per nulla timidi…
Noleggiare una barchetta e sentirsi su un set cinamatografico…
Peccato che, per lo meno in estate, il turismo di massa rovini quest’esperienza questo luogo di rara bellezza.
C’è un tentativo di contenere il caos da parte degli enti locali. A parcheggi pieni non è consentito l’accesso alle auto ( a meno che non si abbaino prenotazioni in hotel o ristoranti che rilasciano un identificativo o non si abbia prenotato il parcheggio online).
Ma i parcheggi sono molto grandi, ci sono servizi di autobus (sempre da prenotare con anticipo online) che traghettano moltissime persone,; inoltre in molti raggiungono il lago in bici o a piedi e quindi ritrovarsi a sgomitare nel sentiero di circa un’ora intorno al lago o a fare lunghe code per le barchette è la norma.
Tenete presente che il lago non è balneabile e che prima delle 9 e dopo le 16 la situazione è molto più vivibile. Il mio consiglio quindi è quello di arrivarci con calma nel pomeriggio verso le 16-17, fare subito, se volete un giro in barca e poi eventualmente fare una passeggiata intorno al lago (circa 3,5 km, facile).
Non starò a dirvi che ci sono molti altri laghi bellissimi e che come vi diranno tutto è sopravvalutato.
Opinione personale: è bellissimo e vale la pena vederlo, ma in bassa stagione o negli orari che vi ho detto. Altrimenti evitate.

3. LE TRE CIME DI LAVAREDO
Le Tre Cime di Lavaredo sono il simbolo dell’Alta Pusteria: sono tra le montagne più famose delle Dolomiti. Nel 2009 le Dolomiti sono state dichiarate Patrimonio mondiale dell’UNESCO. Questo particolare riconoscimento sottolinea l’unicità, l’eccezionale bellezza, ma anche l’integrità di questa regione montuosa.
L’anello che dal Rifugio Auronzo passa per i rifugi Lavarello e Locatelli è sicuramente l’escursione più adatta per conoscere queste cime. E’ adatta a tutti e non presenta difficoltà o tratti troppo esposti: è lunga 8,8 Km con un dislivello di 550m.
Il problema più grosso in alta stagione però è raggiungere il rifugio Auronzo con l’auto. Nonostante un pedaggio di 30€ il parcheggio si riempie già nelle prime ore del mattino e l’ingresso è regolamentato all’inizio della strada in funzione dei posti liberi. Quindi se arrivate dopo le 9-9.30 rischiate di non salire o di aspettare molte ore. Ci sono dei bus navetta e c’è un sentiero che dal Lago Intorno porta al rifugio: sentiero di avvicinamento 101, dislivello 500m tutti in salita, a tratti impegnativa. 6,6 km .
Noi siamo salite a piedi perchè c’era molta coda per aspettare un parcheggio libero. Sentiero per noi, escursioniste della domenica piuttosto impegnativo.

4. LA PISTA CICLABILE DOBBIACO-LIENZ
La ciclabile Dobbiaco-Lienz si snoda su un sentiero ben segnalato ed è adatta a tutti i tipi di biciclette. Si può partire anche da San Candido.
La partenza si trova 500 m più in alto della meta a Lienz per questo motivo i 49 km (44 se partite da San Candido) possono essere affrontati senza molto sforzo e anche dalle famiglie.
Il percorso fiancheggia la Drava e può prevedere alcune soste carine come la fabbrica della Loacker o dei parchi gioco per i bambini più piccoli. Tutto segnalato sulla mappa che vi verrà fornita dal noleggiatore delle bici , se non avete le vostre.
Noi abbiamo noleggiato da
Papin Sport di Dobbiaco , di fianco alla stazione con l’opzione di lasciare le bici a Lienz e tornare in treno senza bicicletta. Il ritorno è in salita se non siete allenati consiglio il treno perchè comunque alla fine 49 km si fanno un pochino sentire.
5.PLANE DE CORONES e i suoi MUSEI
Plan de Corones in inverno è uno dei comprensori sciistici più rinomati delle Dolomiti. D’estate è meta prediletta di ciclisti, di chi vuole fare parapendio, escursionisti e amanti dell’arte, della cultura e del mangiar bene.
Qui infatti ci sono due musei: il MMM Messner Mountain Museen e il Lumen , Museo della fotografia di Montagna. e un ristorante eccezionale ospitato nel secondo museo: AlpiNN – Food Space & Restaurant dello chef Norbert Niederkofler. Di quest’ultimo trovate tutte le informazioni in fondo al post tra i consigli su dove mangiare.

MMM, Messner Mountain Museen
E’ il sesto museo di Messner delle Dolomiti. E’ un museo sull’alpinismo. La location e l’architettura del museo sono pazzesche e valgono la visita. Ma ad essere onesta, il museo non vale il nome che porta. E’ un’occasione sprecata di avvicinare e appassionare i turisti (perchè qui non si può parlare solo di alpinisti e escursionisti esperti) che lo visitano. E’ poco esplicativo, non c’è un percorso espositivo con un senso , sembra un’accozzaglia di oggetti raccolti in uno spazio stupendo.
Il suo problema più grande è il vicino di casa, un museo che invece merita davvero tantissimo di essere visitato.

LUMEN, Museo della fotografia di Montagna
Meraviglioso! Intelligente, moderno, interattivo.
Quando leggi che è un museo della fotografia di montagna se l’argomento non ti interessa probabilmente puoi valutare di evitarlo. Io nonostante sia una fotografa non impazzisco di entusiasmo per questo tipo di fotografia. ma non fate l’errore di fermarvi alle definizioni.
Si, presenta la fotografia di montagna, ma lo fa in un modo coinvolgente.
Vi rende partecipi dell’esperienza e vi fa vivere la visita in maniera immersiva e non passiva. Non volevo più uscire dalla sala degli specchi e avrei guardato tutti i video-documentari… Per questo però c’è un post tutto dedicato al LUMEN perchè lo stramerita!

6. SAN VIGLIO DI MAREBBE e la ZIP LINE più lunga d’Europa
San Vigilio di Marebbe è incastonato come un gioiello nel cuore delle Dolomiti, patrimonio mondiale naturale dell’Umanità Unesco, porta d’ingresso dei Parchi naturali altoatesini di Fanes, Senes e Braies e parte integrante della rinomata Area vacanze del Plan de Corones.
Da qui partono molte escursioni , si possono noleggiare e-bike e spostarsi facilmente con gli autobus si linea se non volete usare l’auto.
Se siete in cerca di adrenalina qui c’è la zip-line più lunga d’Europa.

7. DOBBIACO
Come diceva anche il compositore boemo Gustav Mahler: “Dobbiaco è un luogo splendido, ideale per rigenerare il corpo e lo spirito …”.
Durante una vacanza in questi luoghi potrete partire alla conquista del Monte Serla, del Corno di Fana e delle Tre Cime, visitare il bellissimo lago di Dobbiaco o il vicino lago di Landro o ancora visitare il Parco Zoologico Gustav Mahler

8. SAN CANDIDO e MONTE BARANCI
Baranci a San Candido – il Monte avventura per famiglie nella regione dolomitica Tre Cime.
Prati fioriti e tappeti erbosi accolgono grandi e piccini e il divertimento è assicurato: il percorso degli gnomi, i laghetti, la pista da tubing e il fun bob, pista da bob su monorotaia.
9. IL SENTIERO del LATTE
Malga Fane è unica nel suo genere in Alto Adige. Si tratta infatti di un villaggio alpino che si trova sopra il paese di Valles a 1.739 m di altitudine: un’agglomerazione di baite, fienili, una piccola chiesa e tre rifugi.
Camminando in mezzo al bosco (alcuni brevi tratti si fanno lungo la strada), si incontrano tantissime postazioni per imparare, giocando, tantissime cose sul latte e sugli animali da pascolo.
10. IL LAGO di ANTERSELVA
Il Lago di Anterselva costituisce lo scenario più spettacolare dell’omonima valle nella provincia di Bolzano. Questo lago alpino, incastonato tra le meravigliose vette del Parco Naturale Vedrette di Ries-Aurina e caratterizzato da acque con riflessi verde-turchese, è situato a 1.642 metri di altitudine e rappresenta una delle mete più popolari della Val Pusteria. Sebbene le sue dimensioni lo rendano il terzo lago naturale più grande dell’Alto Adige, un percorso permette di effettuarne il giro completo.
La durata del percorso è di circa 1,5 – 2 ore ed è adatto ad adulti e bambini, in quanto percorribile anche con i passeggini.
DOVE MANGIARE
In Val Pusteria potrete assaggiare la cucina Ladina e sud tirolese. I patti che non mancano mai nei menù dei ristoranti tipici sono i candirli (allo speck o agli spinaci), i cajinci (mezzelune ripiene di spinaci) , la zuppa d’orzo, il krapfen sia dolce che salato, lo strudel di mele…
Come al solito vi segnalo l’esperienze culinarie che assolutamente consiglierei e che rifarei molto volentieri.
- ALPIN Food Space & restaurant, Plan De Corones
In AlpiNN, Cook the Mountain ha trovato casaproprio là dove era giusto che fosse, nel luogo, nel contesto e nel momento ideali.
Un modo di essere e di agire, la filosofia di lavoro e di vita dello chef Norbert Niederkofler. La riscoperta delle proprie radici e della propria terra, dopo aver viaggiato in giro per il mondo, hanno portato Norbert ad eleggere la sostenibilità e la territorialità a principi del suo modo di cucinare.
Cook the Mountain indaga i valori che a livello globale uniscono culturalmente e socialmente le persone che vivono la montagna come risorsa, passione, sfida e patrimonio da tutelare. Mettendo in relazione la cultura e le tradizioni di montagna con la cucina e la gastronomia di tutto il mondo, è possibile contribuire alla crescita sostenibile dell’intero pianeta e ridefinire il suo sviluppo economico-sociale esplorando gli aspetti che legano produzione, prodotto, territorio e consumo.

- La Fana Ladina, San Viglio di Marebbe
Se sentendo la parola “gustare” pensate spontaneamente ad un’atmosfera familiare, ad una tavola ben apparecchiata, a cibi deliziosi e un buon bicchiere di vino, allora avete trovato il posto giusto.
Pietanze della tipica cucina ladina, semplice e genuina, preparate tutte rigorosamente in casa, come vuole dal 1976 la tradizione della Fana Ladina

- Osteria Ciastel, San Viglio di Marebbe
Non capita tutti i giorni di cenare in una stube del XXIV secolo: Produzione in proprio di carne, erbe , formaggi… o comunque selezione di prodotti locali selezionati.



Grazie, ho trovato moltissimi spunti per quando visiterò questa bella zona delle Dolomiti! 🙂
🙂