Consigli per la lettura // Semiotica visiva e ricerca fotografica

Qui sono raccolti i libri che si occupano di linguaggio fotografico, semiotica visiva e lettura/analisi delle immagini e dei racconti fotografici.

Sempre qui ci sono anche i libri che parlano di ricerca fotografica o contengono esercizi o suggerimenti per risvegliare la nostra creatività assopita.

Iscrivetevi alla newsletter in fondo alla pagina se volete rimanere aggiornati sui miei libri di fotografia 🙂

LEGGERE LA FOTOGRAFIA, Augusto Pieroni

Come dice la quarta:
“Un percorso attraverso la multiforme famiglia delle immagini fotografiche. Un itinerario che aiuta a impostarne la lettura fornendo metodi di analisi e occasioni di crescita critica. Il testo include varie sezioni tematiche e utili strumenti quali il glossario, le schede di esercitazione e gli esempi di lettura tratti dalla vita quotidiana. Grazie anche alle immagini di supporto, questo libro aiuta a gestire le variabili del linguaggio fotografico: un linguaggio che, proprio perché sentito come quotidiano e familiare, raramente si lascia affrontare criticamente.”

Questo libro è un manuale ben fatto, con esempi e spiegazioni, sulle regole della semiotica visiva e dalla composizione fotografica.
A me è piaciuto molto perchè la cosa che mi affascina di più della fotografia è la sua potenza come linguaggio. La sua immediatezza e universalità. Leggere le immagini con consapevolezza e non limitarsi alla parte istintiva ci rende soggetti attivi nel vedere mostre, sfogliare libri, guardare un film o una pubblicità.

PORTFOLIO, Augusto Pieroni

Stesso autore del libro di prima, sempre sulla semiotica visiva però questa volta non prende in considerazioni le singole immagini. In questo libro si parla della costruzione di un “portfolio”, inteso come qualcosa atto a mostrar una serie di foto di un progetto. E’ pratiche e concreto, analizza come le immagini posso essere messe in relazione fra loro per costruire un percorso per guidare l’osservatore nella lettura e comprensione di un progetto fotografico.

LA SEMIOTICA VISIVA, Piero Polidoro

Se siete come affascinati dalla semiotica visiva anche questo piccolo libro è da leggere. Meno incentrato sulla fotografia di quello di Pieroni, ma i principi della percezione visiva valgono per tutta l’arte visuale che sia pittura, fotografia, cinema …

“La semiotica visiva fornisce gli strumenti per analizzare le immagini (fotografie, dipinti, disegni ecc.). Le domande a cui risponde sono diverse: come facciamo a identificare un insieme di linee e colori come rappresentazioni di un oggetto tridimensionale? Quali convenzioni ci permettono di riconoscere i personaggi e le situazioni descritte in un quadro? Come fanno le immagini a raccontare storie? Linee, spazi, colori possono avere un significato indipendente da quello che rappresentano? Il testo è un’introduzione alle teorie e ai principali strumenti applicativi della semiotica visiva, e mostra l’utilità per l’analisi delle immagini anche di altre discipline, come l’iconografia e la psicologia della percezione.”

Fotografia creativa, Franco Fontana

“I fotografi creativi riflettono se stessi nel mondo, e del mondo si fanno specchio: così, riescono a rendere visibile l’invisibile e a lasciare indelebile traccia del loro sguardo.”

Questo libro è a metà tra un manuale di fotografia e un saggio. Fontana alterna esercizi per uscire dagli schemi e stimolare la creatività a riflessioni che spingono a formare un pensiero critico sulla fotografia.
E’ un libro che usa la fotografia come pretesto per insegnarci ad attribuire un significato alle cose, per spingerci oltre la superficie.

Perché, come ci dice Fontana: “il primo passo, per scattare fotografie convincenti, è scoprire chi siete. Altrimenti rischiate di rimanere in maschera tutta la vita”

La visione del fotografo, Michael Freeman

Michael Freeman è un giornalista e fotografo britannico che ha scritto molti libri. La prima cosa da dire su di lui è che è molto bravo a scrivere “di fotografia” in maniera popolare e accattivante. E questo non rende i suoi libri piacevoli da leggere. E’ ben lontano da Mulas o Fontana in termini di complessità e approfondimento però è sempre chiaro ed efficace quindi appropriabile anche da chi non ha studi di fotografia alle spalle.

Questo in realtà è il terzo libro della sua trilogia, ma è il mio preferito e quindi l’ho messo per primo.

Freeman analizza l’opera dei grandi fotografi  punto per punto, partendo dalla potenza delle loro immagini.Frederick Henry Evans, Frans Lanting, Cindy Sherman, Elliott Erwitt, Paul Strand, Romano Cagnoni, Richard Avedon e Robert Adams sono solo alcuni dei grandi artisti citati nel libro ed esplorati fino al midollo, per comprendere il senso delle loro opere e renderlo facilmente assimilabile dal lettore.

La mente del fotografo, Michael Freeman

Andando a ritroso questo è il secondo libro della trilogia di Freeman.
In sostanza parla di composizione fotografica. Sempre col solito stile leggero e chiaro di Freeman.

Lo scopo complessivo è quello di analizzare in maniera più profonda e sofisticata il modo in cui un fotografo pensa ad una foto prima di scattarla ed il modo in cui un osservatore interpreta una foto mentre la guarda.
E’ diviso in 3 parti, ciascuna con diversi capitoli: la prima riguarda l’intento, la seconda lo stile e la terza di come nasce l’idea della composizione di una foto.
Ogni foto trattata è spesso analizzata con schemi e disegni sovrapposti alla foto per farci capire meglio il concetto espresso e guidare il nostro sguardo nella lettura della foto.

L’occhio del fotografo, Michael Freeman

Nel primo libro della sua trilogia Freeman dimostra da subito quanto sia bravo spiegare concetti difficili con parole semplici.

Di cosa parla? Parla di inquadrature: di fotogramma, della regola dei terzi, di dove posizionare i soggetti delle foto.
Parla di come applicare le regole della visione nell’immagine fotografica: contrasti, texture, equilibrio, tensione.
Parla di elementi grafici e fotografici: di curve, di linee di diagonali… Parla di luce e colore  dei come tutto questo viene letto da chi osserva un’immagine.

Fotografia creativa in 50 passi, Michael Freeman

Questo libro spiega i passi da percorrere per trovare la propria strada e diventare i migliori. Che amiate scattare in prima persona o desideriate capire qual è il fattore che eleva i grandi fotografi al di sopra degli altri, tra le sue pagine troverete ciò che cercate. Presentando il lavoro di oltre una ventina di fotografi, incluso Freeman stesso, Fotografia creativa in 50 passi analizza in profondità ogni sfaccettatura di questa arte, dalle prime strade di Eugene Atget, dal sapore surrealista, al dirompente lavoro di Guy Bourdin e Art Kane nel settore della moda, fino alle opere documentarie al confine con le belle arti di Alec Soth e alle stupefacenti luci cittadine di Trent Parke. Non si tratta di un libro tecnico sulle fotocamere o sugli stop. Un bravo fotografo può usare tanto lo smartphone che ha in tasca quanto una reflex di ultima generazione, o scegliere di lavorare su pellicola. Tutto ciò di cui ha bisogno – e ciò che costituisce l’oggetto di questo libro – è una serie di passi che gli permettano di trovare quella fondamentale scintilla di creatività da nutrire e trasformare in un vero e proprio fuoco. È qualcosa che chiunque può imparare. “Esiste tutta una tradizione di pensiero” osserva Freeman “da Platone a Kant che ritiene la creatività qualcosa di innato che non può essere insegnato e che ha a che fare con la genialità. Semplicemente ce l’hai o non ce l’hai. Fine della storia. Io però non sono d’accordo”. I passi che portano alla creatività sono a disposizione di tutti, basta solo sapere dove cercarli. Ora sapete dove si trovano.