Il Cenacolo Vinciano e Santa Maria delle Grazie a Milano

Se pensate a Leonardo Da Vinci probabilmente pensate subito alla Gioconda, ma subito dopo non potete non pensare alla sua Ultima Cena.

Leonardo passò molto tempo nel ducato di Milano e qui realizzò una delle sue opere più famose nel mondo. 
Eppure L’ultima cena è frutto di alcuni errori e fallimenti di Leonardo che probabilmente abbandonò Firenze e Roma per la sua esclusione dalla realizzazione della Cappella Sistina.
L’affresco  , che poi affresco non è , che si trova nel refettorio della Chiesa di Santa Maria delle Grazie a Milano  gli fu commissionato da Ludovico il Moro che aveva eletto la chiesa in questione come sede delle celebrazioni eucaristiche per gli Sforza. Ma fu realizzato da Leonardo con non pochi problemi: Leonardo vedeva l’affresco deteriorarsi sotto ai suoi occhi e per farlo asciugare prima accese un fuoco che invece lo deteriorò.

Il Cenacolo non è un affresco in senso stretto (la tecnica più duratura utilizzabile per i dipinti murali), bensì una tempera mista su gesso. Leonardo volle sperimentare questo particolare metodo pittorico per aggirare gli ostacoli e i limiti della tecnica ad affresco, ma il risultato non fu quello sperato. La tecnica sperimentale utilizzata da Leonardo si rivelò infatti molto fragile e particolarmente soggetta a deterioramenti dovuti all’umidità; nel 1566, dopo soli settant’anni dalla realizzazione dell’Ultima cena, il grande critico dell’arte Giorgio Vasari in visita a Milano scriverà che del Cenacolo “non si scorge più [nulla] se non una macchia abbagliata”.  

Questo rapido declino ebbe due grandi conseguenze: la prima fu una continua premura da parte di pittori anche poco dotati di ridipingere il dipinto leonardesco laddove si era deteriorato maggiormente, provocando una continua ed inesorabile sovrapposizioni di “falsi” sull’originale leonardesco. La seconda conseguenza fu un tentativo di mantenere viva la memoria del capolavoro del genio toscano producendone un gran numero di copie, oggi sparse un po’ ovunque, affinché si mantenesse intatta l’immagine di un’opera che stava sparendo.

Nel corso dei secoli diversi restauri non sempre ortodossi hanno via via ridipinto e tentato di ricostruire l’originale leonardesco, che stava letteralmente cadendo a pezzi.

Durante la seconda guerra mondiale, la chiesa di Santa Maria delle Grazie venne bombardata e una parete del refettorio crollò. In quella occasione il dipinto leonardesco venne protetto con dei sacchi di sabbia.

Con l’ultimo restauro, durato dal 1977 al 1999 si è cercato di asportare tutti gli strati pittorici non autografi per riportare alla luce ciò che rimaneva dell’opera leonardesca, integrandola  laddove risultava ormai illeggibile. 

L’opera che si può ammirare ora è quindi la più vicina all’originale mai vista.

La nostra visita è iniziata dalla Chiesa di Santa Maria delle Grazie , patrimonio dell’umanità dall’Unesco.

E’ un grande gioiello rinascimentale della città di Milano. Costruita nella seconda metà del Quattrocento dall’architetto Guininforte Solari, esponente della tradizione gotica lombarda, fu il luogo in cui poco dopo si provarono grandi artisti come Leonardo da Vinci e Donato Bramante, che portarono nella  città le novità rinascimentali.

La chiesa diventò poi oggetto di devozione di Ludovico il Moro che decise di modificarla, rivolgendosi al Bramante, e di farne il proprio mausoleo di famiglia.

 

INDICAZIONI PER LA VISITA:

L’ingresso a Santa Maria delle Grazie è libero e gratuito, è però possibile solo negli orari in cui non ci sono funzioni liturgiche che trovate indicati sul sito.

Noi abbiamo fatto una visita guidata con Getyourguide perchè era l’unico modo per potersi accaparrare un biglietto per il Cenacolo. La guida, preparatissima, ci ha fornito una panoramica completa sul periodo storico e sul percorso di Leonardo a Milano prima di portarci nel Cenacolo Vinciano.

L’ingresso al Cenacolo invece è strettamente regolamentato. Si può accedere solo prenotazione tramite il sito del Museo o tramite visite guidate organizzate da vari enti che includono i biglietti. A seconda dei periodi può essere difficile trovare disponibilità.

Non si può entrare con gli zaini e con le borracce metalliche, ma c’è un deposito in cui lasciarli. Si passa un controllo di sicurezza e si attende il proprio turno in una sala apposita. Esiste una sala di isolamento in cui si deve sostare a porte chiuse prima di entrare perchè L’ultima cena è molto delicata e vengono mantenute temperatura e umidità costanti. Potrete stare all’interno del refettorio 15 minuti. Poi si aprirà la porta di uscita e dovrete sgomberare la sala prima dei nuovi visitatori. 
Non troverete ovviamente coda perchè senza biglietto prenotato è praticamente impossibile visitarlo.

Ne vale la pena? Si. Senza ombra di dubbio. Una volta nella vita va visto. 
Magari abbiano a Santa Maria delle Grazie e alla Vigna di Leonardo , che è laterale alla Chiesa

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