La street art di Milano da non perdere

Muri che diventano opere d’arte e quartieri che si trasformano in musei a  cielo aperto. Milano negli ultimi anni ha conquistato di diritto un posto d’onore nella Street Art mondiale.

Un po’ in ritardo rispetto al resto del mondo l’Italia ha iniziato ad amare e apprezzare la Street Art. 
Spesso portatrici di denunce e messaggi sociali i murales hanno smesso di essere dei muri imbrattati e sono finalmente riconosciute come delle vere opere d’arte che riqualificato quartieri abbandonati richiamando artisti conosciuti in tutta Italia e oltre per realizzare le loro stupende e colorate opere.
E Milano risponde “presente” a quest’appello.

Se preferite fare un tour guidato ormai sono diverse le organizzazioni che se ne occupano in città : Another scratch in the wall e il MAUA Museum
che oltre ad organizzare tour è il primo museo di arte urbana aumentata (che coinvolge anche Torino e Palermo) . Tramite un ‘app potete inquadrare dei murales selezionati e guardarli animarsi di realtà aumentata davanti ai vostri occhi. Per scoprire di più su quest’esperienza potete leggere il post dedicato.


Sono andata a caccia di Street Art in diversi quartieri e qui vi metto una selezione, molto lontana dall’essere esaustiva, che comprende le opere più famose, quelle scoperte per caso   e quartieri dove fare una passeggiata ricchi di Street Art.

Qui trovate la mappa della Street Art che ho visto con le mie foto così se volete potete seguire le mie tracce 😉

Attenzione! La street art è per definizione e animo mutevole e nascono in continuazione nuovi muri che coprono quelli vecchi o semplicemente il tempo e i vandali deteriorano e rovina le opere. Questo per dire che potreste non trovare più un muro o trovarlo cambiato. Fa parte del gioco di questa splendida arte 🙂

 

Anche l’hinterland milanese offre realtà interessanti in quanto a street art. Ecco i quartieri da non perdere

1.MILLO

Francesco Camillo Giorgino, in arte Millo, classe 1979, è uno street artist italiano che sorprende per i suoi murales in bianco e nero intervallati da lampi di colore accesi.
A Milano sono presenti sue due murales.
LOVE SEEKER e Heart Slingshot  al Giardino delle Culture  che è un progetto di riqualificazione bellissimo che ha restituito ai cittadini un’area rimasta degradata per anni.
In Love seeker il solito omino dai tratti fisiognomici non troppo definiti, veste i panni di rabdomante e va alla ricerca di una delle cose più difficili da raggiungere, ma da tutti cercata: l’amore.
Invece in Heart Slingshot  l’amore che,nel murales realizzato a fianco pochi mesi prima, veniva faticosamente cercato ora è pronto per essere lanciato nella “città” con una fionda.

street art milano Millo

IN BLOOM nel quartiere di  Bruzzano, fiori di loto a rappresentare chi vive una vita pura, rimanendo incontaminato.

2. ZED 1

Marco Burresi,  meglio noto  come Zed1, è  uno street artist che dalla provincia toscana porta in giro per il mondo i suoi murales  che sono favole sui muri.

A Milano è presente in via Brembo con CUCIMILANO inserito nel circuito di realtà aumentata del museo a cielo aperto Maua.
Tutto ha inizio dal sogno di disegnare un’intera facciata del palazzo di proprietà di una signora romana, dove il Madama Hostel ha sede. Nel 2017 il sogno diventa realtà: “Ho scelto di raffigurare una sarta cinese (in riferimento al consolato lì vicino) intenta a cucire bandiere con i simboli di Milano; sui rocchetti della macchina ho scritto gli ingredienti del cocktail ‘Sbagliato’, inventato proprio in città”, spiega lo street artist. “Ho voluto rendere omaggio alla multiculturalità odierna del quartiere che convive perfettamente con l’antica tradizione milanese, ma soprattutto ho voluto trasmettere il concetto che a tavola, magari dopo aver bevuto alcuni Negroni, siamo tutti più amici”.

street art milano

In Via Gallarate invece si trova IL BIVIO in cui un uomo deve scegliere tra i suoi vizi e la donna amata, rappresentare  tutti i bivi di fronte ai quali prima o poi tutti ci veniamo a trovare.

3. CRISTIAN SONDA

Cristian Sonda nasce a Milano nel 1976.
Il primo contatto con il colore, le forme, l’arte, risale alla sua adolescenza, dove con lo speudonimo SONDA si fa largo nel circuito dei giovani street artist milanesi.
Il suo stile illustrativo e surrealista, rievoca situazioni paradossali, dove l’uomo moderno viene deformato grottescamente, ironizzano e deriso per le proprie debolezze, fino ad essere esaminato nella propria coscienza, come nei personaggi fisiognomici che l’artista ritrae, umanoidi a naso lungo che ispirano l’antica concezione antropocentrica dell’uomo nel mondo, quindi nella falsità dell’essere.

TANGO D’AMORE, in viale Jenner
dal sito di Sonda“Il murales si trova in viale Jenner a Milano, in una delle vie più trafficate della città, in pratica in circonvallazione. Il dipinto è ospitato nella sede dell’ASL meneghina, all’interno di quello spazio vi sono molti servizi, uno dei quali quello di diagnosticare AIDS. Tra le persone che vanno a richiede un test per la sieropositività, molte sono donne e transgender a rischio. In questo contesto mi è stato chiesto di realizzare il murales che in qualche modo “identificasse” lo spazio ed il servizio. L’immagine che ho pensato di sviluppare è stata una coppia che ballavano il tango sotto le stelle in un prato. Il tango rappresenta la sensualità del ballo, la responsabilità di chi “guida” e la fiducia di chi viene “condotto”, che in sintesi è la responsabilità e la fiducia che bisogna avere nel sesso.”

ALTRO

INCONTRO ALLA NATURA
dal sito di Sonda
“Il muro è quello della ONLUS L’Amico Charly che ha dato vita al progetto e messo a disposizione lo spazio in via Guerzoni a Milano. Questa volta abbiamo disegnato grazie alla collaborazione volenterosa delle ragazzi della scuole medie Manzoni al mattino e i ragazzi che frequentano lo spazio durante il pomeriggio.”

Nella murata che l’associazione L’amico Charly ha messo a disposizione dell’artista sono raffigurati cittadini alacremente impegnati in una parossistica attività: ripulire la città dai grattacieli e piantare alberi! Ma il murale, alla cui pittura hanno collaborato ragazzi delle scuole medie locali, nasce in opposizione al progetto “City Life”, che nel 2013 prometteva aree verdi a Milano, mentre quello che vedevamo crescere era solo un nuovo investimento di cemento e acciaio.

4.IENA CRUZ

ANTHROPOCEANO murales mangia-smog, realizzato con l’innovativa pittura Airlite di Federico Massa, in arte Iena Cruz, apparso a Lambrate a novembre 2019. Racconta il nostro impatto sugli ecosistemi marini.

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5. PAO

Pao, all’anagrafe Paolo Bordino (Milano, 28 ottobre 1977), è un artista italiano, attivo dal 2000 nel panorama dell’arte di strada; a partire dal 2007 lavora anche nella pittura su tela.
Pao si distingue dagli altri street artist italiani per l’inconfondibile stile cartoon e per il suo marchio distintivo, il pinguino. Attraverso le sue opere Pao tratta con allegria anche temi importanti, come l’amore, l’uguaglianza e la lotta all’inquinamento.

Rock(et) that penguin, Via Edoardo Jenner

In questo caso, non accontentandosi delle due dimensioni, fa letteralmente esplodere il muro commissionatogli da TWT che parla di cloud communication.

POP, Naviglio pavese
Il Murale, dipinto da Pao su uno dei ponti del Naviglio Pavese, rappresenta una sorta di patchwork di elementi grafici che riprende i colori dei palazzi intorno. L’enorme occhio al centro risulta visibile dall’inizio della via.

CANE IDROFOBO, PAC

Pao, Nais e , Leoncavallo

Parco Trotter, Via Padova

6. OS GEMEOS , Efêmero

Si trova sul retro del Pirelli Hangar Bicocca.
Questa la spiegazione dell’opera dal sito ufficiale.
“Efêmero è il primo intervento del programma “Outside the Cube”, dedicato alla Street Art e alle forme d’arte legate al contesto urbano e pubblico. In occasione dell’edizione inaugurale nell’aprile 2016, OSGEMEOS, letteralmente “i gemelli” –pseudonimo dei fratelli Gustavo e Otávio Pandolfo (1974, San Paolo, Brasile) – hanno presentato il loro primo grande murale in Italia.
Prendendo ispirazione dalla storia dell’edificio di Pirelli HangarBicocca, dove nel secolo scorso si fabbricavano locomotive di treni, e dalla vicinanza della linea ferroviaria che corre parallela, Efêmero ricrea in scala monumentale la silhouette di un vagone metropolitano che proietta il contesto locale in un viaggio immaginario.
Con una formazione radicata nella cultura hip-hop e nei graffiti “wildstyle”, il duo ha portato la cultura del writing nei maggiori musei internazionali, sviluppando a partire dagli anni ’80 un lavoro colto e riconoscibile. Caratterizzato dalla presenza di paesaggi onirici e figure poetiche, il lavoro di OSGEMEOS attinge a una vasta gamma di riferimenti culturali, sociali e politici nonché ai colori, alla natura e al contesto urbano di San Paolo.”

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7.BLU E ERICAILCANE, ANIMAL FACTORY

I due hanno dato vita ad un’opera controversa sulla facciata del PAC, che nell’anno del suo decennale ha anche rischiato di essere cancellata. Il muro raffigura infatti una sorta di girone infernale estremamente ordinato e popolato da tante piccole creature, uomini e bestie, che si rivolgono e adorano la montagnola bianca che campeggia al centro, che rappresenta ciò che gli artisti definiscono l’oro bianco della città: la cocaina. Vediamo i personaggi compiere ogni tipo di abominio per poterla avere. L’opera si intitola, non a caso, “Animal Factory”, una citazione al capolavoro di George Orwell. Viene usato solo il bianco, che ha un potere fortemente simbolico e rende tutti simili, protagonisti dello stesso tipo di degenerazione.

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8.ORTICANOODLES

Orticanoodles è lo pseudonimo di due street artisti italiani, Wally e Alita.

Gli Orticanoodles hanno preso forma in un laboratorio situato nel quartiere Ortica di Milano, trasformando pian piano la loro attività in una vera e propria campagna di guerriglia urbana. Dal 2004 il duo ha fatto così la sua comparsa nelle strade delle principali città europee, prima con operazioni di stickering e incollando manifesti, poi con creazioni basate su un codice pop incentrato sull’uso della tecnica dello stencil.

Sono molte le loro opere nel capoluogo lombardo.

MUSIC IS A NEVER ENDING JOURNEY

Un murales di 400 metri quadrati dedicato alla inaugurazione della Milano Music Week. Rappresenta un enorme cuore pulsante in una costellazione che accoglie tutti i generi e gli strumenti musicali del mondo. Si presenta come un’opera in divenire: gli artisti hanno volutamente lasciato spazi “vuoti” che potranno essere riempiti con i nuovi generi che si affermeranno nel futuro dinamico e imprevedibile del panorama musicale. Particolarità dell’opera, l’utilizzo di vernici fluorescenti, che la rendono fruibili anche di notte e che danno l’impressione di trovarsi realmente di fronte ad una scintillante costellazione!

TALKING WALLS
Un altro  interessante progetto della Fondazione Pini è Talking Walls”: i muri delle scuole in Piazzale Zavattari sono stati decorati con volti dieci studiosi e scienziati (Adams, Breille, Capecchi, Fleming, Gallo …), che guardano il nostro passare e ci invitano a leggere alcuni loro scritti. Nella realizzazione delle opere sono stati coinvolti con la modalità “alternanza scuola-lavoro”, 60 studenti dei due istituti, in tutte le fasi del lavoro supervisionati dagli Orticanoodles.

9. MR. BLOB

MR. BLOB è uno street artist tarantino e fin da giovanissimo inizia a cercare muri su cui dipingere.  Si trasferisce poi. ampliano dove inizia a colorare i muri della città lombarda.
I suoi lavori sono sempre riconoscibili, con uno straordinario uso dei colori; ama deformare i contorni figurativi per dare alla realtà una veste più bizzarra.

ILVA IS A KILLER. IT’S NOT A GAME, Via Bussola

La zona è molto ricca di Street Art e sono presenti altre opere di Mr. Blob

street art milano
street art milano
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10. MUTEVOLE, Elisabetta Mastro

dal sito dell’artista
Sette mesi di lavoro per 400 mq di muro nel quartiere Bovisa di Milano. Più che street art, muralismo urbano contemporaneo. Colori acrilici e pennelli per diffondere bellezza. Una galleria d’arte a cielo aperto, 25 pannelli, di cui 23 rappresentati da corpi in movimento che raccontano gli stati d’animo. Ognuno con un titolo: Liberi, Belli, Ispirati, Insicuri, Impauriti, Innamorati, Respinti, Fiduciosi, Entusiasti, Coraggiosi, Sensibili,  Delusi, Diversi, Felici, Passionali, Sicuri, Ansiosi, Competitivi, Allegri, Malinconici, Amati, Vanitosi, Sereni. Ognuno per appartenere a chi passa e a chi si sofferma.

11.Gucci Art Wall

 

12. RESISTI! di Sfiggy + Ale Puro

“In quel fiore ci nascondevo il mondo”: il ricordo della città di Milano a settant’anni dalla Liberazione è il tributo ad “Angela” (Liliana Benvenuti), la staffetta partigiana che rischiava la vita per portare i messaggi in un fiore tra i capelli. Il murale è stato dipinto da Ale Puro, artista di Vigevano che raffigura, in stile fumettistico, gesti delicati di bambini e bambine. L’espressione naïf di Ale Puro porta l’idea complessa di “Liberazione” al di sopra della retorica politica cui siamo abituati. Il leggero passare della bambina in bicicletta ci fa immaginare la gioia della libertà, faticosamente conquistata con anni di sangue e bombardamenti nelle stesse città che fortunatamente oggi dipingiamo.

(Via Giovanni Battista Sammartini, 31)

Sempre nella stessa via trovate altri murale carini.

Nella stessa via di Resisti!

13.Toiletpaper Headquarters 

In zona Città Studi e più precisamente al numero 4 di via Balzaretti si trova la sede del magazine Toiletpaper, rivista creata nel 2010 dall’artista Maurizio Cattelan e dal fotografo Pierpaolo Ferrari.
Tra gli edifici residenziali dall’architettura sobria e riservata, tipici di una vecchia Milano e un nuovissimo (e bianchissimo) complesso abitativo, trova spazio la facciata super pop che riproduce su ampia scala un’immagine celebre della rivista. A soli due piani di altezza, la bizzarra proprietà residenziale si trova su una strada altrimenti tipica con una facciata in stile dei primi anni Venti del secolo scorso, dove la vernice rossa, bianca e blu nitida fa da sfondo a quattro mani che tengono quattro tubi di rossetto rosso.

 

14. Stazione di Porta Garibaldi

Il sottopassaggio che dal cuore della stazione porta in via Pepe è un susseguirsi di opere di Street Art.
Tutto ha cominciato a prendere forma nel 2011 grazie al progetto Escoadisola. L’iniziativa è nata dalla volontà di chi frequentava la zona e voleva dare nuova vita e rinnovata sicurezza a questo luogo di passaggio che, come tanti altri, rischiava il degrado. Così è nato il progetto di riqualificazione del sottopasso che porta ai binari 14-20.

15. IPPODOROMO DI SAN SIRO

La recinzione dell’ippodromo di San Siro è sempre stata utilizzata da writers e street Artist per le loro opere. Ma nel 2019 è stata protagonista e tela di un evento unico: lo Stradedarts Urban Gallery.

Evento che è  stato pensato in collaborazione con Ippodromo Snai San Siro, ed é stato la più grande jam di writers mai organizzata in Italia.  500 gli artisti di graffiti e street Artist che si sono espressi e hanno potuto disegnare  sui 5 chilometri di lunghezza del muro di cinta dell’Ippodromo di Milano. Il motivo? Semplice, celebrare i 500 anni del maestro Leonardo Da Vinci . 500 il numero degli anni e 500 gli artisti per un evento unico nel suo genere. 

16. Con l’acqua alla gola , Ema Jons 

Una delle opere più rappresentative, simbolo molto intenso e non da tutti gradito della rabbia che aleggia in zona, si trova all’incrocio tra via Pichi e via Gola, ed è stata realizzata dal comasco Ema Jons. Il grande murale raffigura uno dei suoi freak, come li definisce l’artista. L’opera, che si impone per posizione e grandezza, smuove sentimenti viscerali e fa parlare di sé tutto il quartiere: ciascuno le attribuisce un’identità animale che può variare tra il formichiere, il ratto, il lupo, o l’armadillo, e che a volte diventa semplicemente “il mostro”.

Tutto il quartiere è ricco di murales che rappresentano l’umore e la voce degli abitanti della zona.

17. Zona Leoncavallo, via Watteau

Appena entri in via Watteau capisci subito che ti trovi in una zona autogestita della città, e i suoi muri parlano.

Tra le voci, spicca quella acuta e tagliente del mostro femminile di Krio, una bambina veramente pericolosa, che rappresenta forse alcuni di noi dopo una intensa settimana di lavoro a Milano e prima di mettere piede nel weekend.

street art milano
Zed 1
street art milano
Krio
street art milano
Irwin
Pao, Nais

18. MAUA

Del Museo di arte urbana aumentata ne parlo ampiamente in un altro post .
Qui vi lascio il murales di Raptus in via Gluck da cui prende vita il video che illustra il progetto.

Firmato “King” Raptuz, fondatore della TDK Crew e della Spaghetti Funk, tra i maggiori esponenti del writing internazionale e pioniere nella scena italiana. Tratto distintivo della produzione ultratrentennale di Raptuz è la definizione multifocale dei soggetti, denominata “Broken Window Futurism”: Raptuz è l’evoluzione del graffiti, un master del disegno a mano che scompone e ridefinisce i soggetti attraverso linee taglienti e codici cromatici posterizzanti. L’esito è una produzione brillante, raffinata, tagliente, spesso umanizzata da scritte in stile comic. Il murale di via Gluck celebra Leonardo da Vinci e Milano.

19. Via Giovanni Pontano

Altra zona piena di Street Art!

Irwin ringhia sotto forma di animale in diversi posti, a Milano. Qui, in via Pontano, un gattone antropomorfo svetta in uno scenario luccicante di fiamme multicolor. Si distingue lo sfondo della città e, ancor più in là, un monte innevato che rende l’opera dell’artista milanese un pezzo monumentale e complesso, che mischia più piani di realtà e straordinario: natura, cultura e un mondo forse sovradimensionale, dove un serafico gatto blu si confonde tra i demoni e il sogno. Immancabile il tratto distintivo della firma che diventa parte dell’opera stessa.

#comicsurreal è lo stilema delle opere del tedesco HNRX, un vero e proprio compositore di ironia. La critica al consumismo contemporaneo dell’artista emerge con un tratto pop, che in modo irrispettoso mette in scena oggetti della vita quotidiana trasfigurati in insoliti montaggi. Tipiche le sue rappresentazioni di cibi assurdi e, si spera, lontani dalla nostra dieta: pesci che contengono salsicce, gamberetti con l’osso, hamburger di ananas, uova e joystick della Playstation… In via Pontano HNRX lascia uno spiedo di dentiera a molla e peperone: simpaticamente indigesto. La stucchevolezza dei cuoricini che connotano la sua firma è la conferma che è possibile non prendersi troppo sul serio, anche quando si fa arte urbana bellissima.

20. Via Plezzo

Sempre in zona, sempre vicino alla stazione c’è un’altra strada dove regna sovrana la Street Art.

21. Lo stadio di San Siro

22. Alzaia naviglio Pavese

Da non molti anni sono stati decorati anche i due ponti del Naviglio Pavese, colorati e reinterpretati da street artist di fama nazionale e mondiale. Tra questi spicca lo squalo di Marco Teatro, che sembra sul punto di divorare coloro che passano per il ponte.

Dall’altro lato invece c’è la Street Art di Alessandro Cronley e esternamente PAO.
(vd Con l’acqua alla gola per scoprire meglio il quartiere)

23. QUARTIERE BOVISA

Un nuovo quartiere  si sta imponendo nel panorama della street art di Milano: è il quartiere Bovisa.
Oltre ad essere stato il primo quartiere a veder realizzata l’iniziativa “Un nome in ogni quartiere” ospita il festival   di live painting di street art per trasformare i muri del  Campus Durando del Politecnico di Milano e le vie limitrofe in un museo a cielo aperto. Qui trovate l’articolo completo sul Poliurban Colors.

24.ALTRO

Quartiere Isola

Quartiere di Quarto Oggiaro

2501
Max Rippon

Via Gallarate 882

Ci sono Venere, Hermes e Dioniso, un’astronauta e alcune creature fantastiche inserite in uno sfondo blu: la grigia murata che costeggiava via Gallarate a Milano ha un volto nuovo. Ozmo, Zed1 e Rancy – street artist di fama internazionale – hanno donato il loro talento alla città realizzando tre maxi-murales. Le opere dialogano con via Gallarate, una strada che raccoglie quasi il 40% del traffico urbano giornaliero. Un omaggio alla classicità quello di Ozmo, che ha riprodotto la Venere de’ Medici, Hermes e Dioniso fanciullo di Prassitele con l’augurio per i pendolari di viaggiare sempre sotto la protezione delle divinità. Nella composizione di Zed1, poi, un personaggio immaginario deve scegliere tra i suoi vizi e la donna amata, emblema di tutti i bivi di fronte ai quali prima o poi ogni viaggiatore si trova. “Volere è Potere”, invece, è il murale di Rancy, il cui protagonista è un astronauta dalla cui mente fuoriesce la volontà sotto forma di scarica elettrica. Durante gli otto giorni di cantiere, che rientrano nell’iniziativa Smart Street Colors dell’associazione culturale El Redefoss, molti passanti e curiosi si sono fermati a osservare gli artisti all’opera
(articolo di FRANCESCA ROBERTIELLO)

Ozmo
Rancy

MOSCOVA

largo Foppa

via Brera

Bovisa

 

Via vicolo fontanile 

Via Gluck

 

Cittadella degli archivi del Comune 

Via Giuseppe Ponzio

Niguarda

 

25. OR.ME. – ORTICA

Milano ha un quartiere speciale , museo a cielo aperto, dove la storia del novecento viene ricordata e raccontata sui muri con opere di street art : il quartiere ORTICA. 

La sua trasformazione “di facciata” inizia nel 2017 quando nasce il progetto “Or.Me. Ortica Memoria” che ha trasformato e continua a farlo  sta trasformando l’intero quartiere in un vero e proprio museo a cielo aperto.

Qui trovate tutti i murale del percorso Or.Me , ma ci sono anche altri murale nella zona che trovate nella mappa completa all’inizio del post.

 milano street art ortica
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