Il Sacro Bosco o Parco dei mostri si trova a Bomarzo, un borgo del Lazio in provincia di Viterbo.
È stato voluto a metà del 1500 dal principe Vicino Orsini che lo commissionò all’architetto napoletano Pirro Ligorio.
Pur ispirandosi ai giardini cinquecenteschi il Sacro bosco è un giardino unico nel suo genere.
Infatti si spira ai tradizionali giardini all’italiana e quindi in parte è realizzato con dei criteri di ordine geometrico e prospettico tipico di quei giardini con ampie terrazze fontane con giochi d’acqua e sculture, ma ha degli elementi che lo differenziano e lo rendono unico.
In questa struttura ordinata il conte di Bomarzo fece realizzare delle sculture nei massi del Sacro bosco in maniera molto più irregolare con elementi non collegati fra di loro da nessuna regola prospettica geometrica e accumunati soltanto da una tematica che quella dei mostri Realizzando così un labirinto di simboli E figure grottesche disseminate in un paesaggio surreale.
È il più antico parco di sculture del mondo moderno.
Gli studiosi hanno cercato di dare un senso a questo parco che è stato collocato in un’area intermedia fra l’arte, la magia e la letteratura ; resta però ancora un luogo intriso di fascino e di mistero che ha generato racconti e leggende immaginarie nei visitatori.
Infatti secondo alcuni studiosi le architetture impossibile come la casa inclinata o alcune statue particolarmente enigmatiche rappresenterebbero le tappe di un itinerario alchemico nel Sacro bosco di Bomarzo che tanti scienziati storici hanno cercato di spiegare.
Nei simboli ritrovati nelle varie sculture del parco molti studiosi hanno trovato dei collegamenti e delle ispirazioni nella letteratura rinascimentale come ad esempio nel Canzoniere di Francesco Petrarca ,nell’Orlando furioso di Ludovico Ariosto o nei poemi Amadigi e Floridante di Bernardo Tasso.
Per questi motivi divenne un’attrazione anche per molti letterati artisti, nel 1948 il parco di Bomarzo fu visitato anche da Salvador Dalì.
Il parco di Bomarzo occupa all’incirca una superficie di 3 ettari e si inserisce in una foresta di conifere e latifoglie.
Le numerose sculture presenti sono state realizzate in basalto che era un materiale disponibile in grandi quantità in quella zona e spesso presentano delle iscrizioni enigmatiche e misteriose che sono ancora visibili solo parzialmente.
All’ingresso del bosco vi attenderanno due sfingi il cui aspetto è molto simile al modello classico , una donna con il corpo di leone, anche se si differenziano da quelle egiziane perché non hanno le ali . Queste due creature sono le guardiane del parco e sono presenti su ciascuna delle due statue delle iscrizioni di benvenuto in endecasillabi leggibili sulla base delle statue.
«TU CH’ENTRI QUA PON MENTE PARTE A PARTE
ET DIMMI POI SE TANTE MARAVIGLIE
SIEN FATTE PER INCANTO O PUR PER ARTE»
«CHI CON CIGLIA INARCATE ET LABBRA STRETTE
NON VA PER QUESTO LOCO, MANCO AMMIRA
LE FAMOSE DEL MONDO MOLI SETTE»
Una delle opere più famose del parco un pochino più isolata rispetto al percorso principale è il Proteo che è un immenso mascherone antropomorfo con la bocca spalancata che sembra sbucare direttamente dalla terra.
Proseguendo poi invece verso il percorso indicato troverete la statua più grande di tutto il parco Ercole e Caco che combattono.
Proseguendo incontrerete un gruppo molto bello che quello della tartaruga e della balena e sul guscio della tartaruga noterete che c’è anche la statua di una Nike.
Una delle maggiori attrattive del parco però è una piccola casa inclinata costruita su un masso inclinato pendente.
Potete entrare in questa casa e vi accorgerete che in realtà anche il pavimento non è regolarmente costruito a 90° rispetto al muro E questa cosa disorienta il visitatore. Si pensa che originariamente l’ingresso al sacro bosco di boh marzo fosse proprio di fronte a questa casa pendente.
Continuando il vostro percorso incontrerete , una ninfa dormiente , Cerere la dea delle messe madre di Proserpina quindi una gigantesca donna che porta un cesto di spighe sul capo. Incontrerete poi il maestoso elefante che sulla schiena a una grossa torre e nella proboscide tiene un legionario romano che sembra essere un riferimento all’impresa di Annibale e delle guerre puniche. Continuando incontrerete un drago e il celeberrimo orco del parco che è un grande faccione di pietra con la bocca spalancata sulla cui cima si legge la scritta “Ogni pensiero vola” , potrete entrare all’interno di questa camera scavate nel tufo attraverso alcuni gradini.
Continuando il percorso troverete Proserpina che però è molto rovinata e che riconoscerete perché è una donna con le braccia aperte e sulla base c’è una panchina su cui ci si può sedere . E poi Cerbero , Il cane a tre teste che era guardia dell’oltretomba; Echidna che è una donna enorme con due coda di serpente al posto delle gambe simile in qualche modo alle sirene e la Furia che invece riconoscibile perché è una donna con la coda e leali di drago e tra loro troverete due leoni accucciati.
Informazioni per la visita.
Il parco è sempre aperto tutto l’anno dalle 9 al tramonto.
Il costo dei biglietti è di 13 € per il biglietto intero e di 8 euro per il biglietto ridotto per i bambini dai quattro ai 13 anni . Gratis per le persone non autosufficienti e per i bambini sotto i 4 anni.
L’accessibilità al parco non è buona ci sono molti gradini e strade di bosco quindi dissestate corre con radici o con massi.
Servizi
È presente un ristorante un bar panico paninoteca dei bagni è un book shop all’interno è presente un’area giochi per bambini e anche un’area picnic
Il parco ha un parcheggio sterrato gratuito molto ampio e risalendo verso il paese a circa un centinaio di metri e anche presente un’area camper
Cosa vedere nelle vicinanze
- Il borgo di vitorchiano
- La città fantasma di Chia
- Sant’Angelo, il paese delle fiabe
- Villa Lante
- La Riserva Naturale di Monte Casoli
