City Life è dei quartieri simbolo della rigenerazione urbana che negli ultimi anni ha interessato Milano. Nasce sullo scheletro della ex fiera campionaria ispirandosi alle aree residenziali delle grandi capitali europee. Il centro del quartiere di City Life sono le tre torri progettate da archistar del calibro di Arata Isozaki, Zaha Hadid e Daniel Libeskind soprannominate dai milanesi: il dritto, lo storto e il curvo.
Ai piedi delle torri si trova la grande piazza pedonale circondata dallo City Life Shopping District. Intorno il grande parco di 170 mila mq, con vialetti ciclopedonali e oltre 2000 specie botaniche lombarde, orti fioriti, panchine, fontanelle.
Il progetto ha tenuto conto anche di alcuni elementi storici già presenti risalenti all’inizio del Novecento come la Fontana delle Quattro Stagioni e il palazzo delle scintille. Infatti fino al 1923 questo luogo periferico della città era sede della Piazza delle armi dove si svolgevano le esercitazioni militari in città. Fu quindi poi preso in gestione dall’Ente Autonomo Fiera Internazionale di Milano a cui resta fino al 2006 quando il polo fieristico si sposta a Rho e l’area urbana diventa oggetto di una gara internazionale per la riqualificazione urbana vinta appunto da CityLife, da qui il nome del quartiere-progetto.
Ai lati del parco eleganti residenze realizzate secondo principi di ecosostenibilità sempre da grandi architetti : da Daniel Libeskind, otto edifici di altezza variabile tra i 4 e i 13 piani e sul versante opposto Zaha Hadid, sette edifici dalle curve sinuose.
Ospita anche artlinemilano una collezione di opere d’arte a cielo aperto dislocate nel parco. Di queste forse la più instagrammata è L’installazione Coloris (i famosi pali colorati ) firmata dall’artista belga-camerunense Pascale Marthine Tayou che vuole trasmettere un forte significato di crescita e fratellanza tra le diverse etnie presenti e radicate a Milano.
Il progetto, voluto dal comune di Milano, comprende oltre 20 opere permanenti con lo scopo di diffondere l’arte in città e farla vivere nella quotidianità ai cittadini in modo che sia un’occasione per guardare la propria città e i propri spazi quotidiani da un altro punto di vista.
Per questi motivi è stato scelto il parco di City Life: aperto h24 e gratuito quindi fruibile sempre e da tutti.
Oltre a Coloris potete trovare “Hand and food for Milan” di Judith Hopf. Sono una mano e un piede di grandi dimensioni che spuntano dal prato utilizzando mattoni sovradimensionati realizzati e modellati appositamente per l’opera.

Molto originale l’intervento di Serena Vestrucci : “Vedovelle e draghi verdi”. In questo caso non ci sono installazioni di nuovi elementi , ma è un’intervento su un oggetto già presente nel parco e , anzi, già presente e caratteristico dell’intera città: le vedovelle.
Le vedovelle sono le fontanelle di acqua pubblica potabile dislocate in tutta Milano. Sono caratteristicamente costruite in ghisa verde e hanno una bocchetta di ottone a forma di drago visconteo. Sono comunemente chiamate vedovelle perchè il loro continuo scrociare d’acqua ricorda il pianto inconsolabile di una vedova.
L’intervento consiste nella sostituzIone del classico drago con nuove bocchette di bronzo che rappresentano animali diversi come una giraffa o un elefante. E’ un opera silenziosa che si nota solo da vicino quando si usano le fontanelle per il motivo per cui sono dislocate in tutta la città: per bere.
L’opera di tubi al neon blu e rossi sulla facciata del padiglione 3 (unico padiglione superstite della fiera originaria) è di Maurizio Nannucci.
Due frasi quasi speculari che invitano a riflettere sul tempo e sulle novità proprio in un ambiente dove gli interventi urbanistici hanno stravolto lo skyline della città e la vita quotidiana del quartiere: New Times fot Other Ideas / New Ideas for Other Times.
Vicino all’ingresso di via Eginardo c’è un display a Led con una scritta che cambia ogni giorno. E’ l’opera Daily Desiderio su cui l’artista Riccardo Benassi si impegna grazie a un controllo remoto integrato e autonomo a mostrare un nuovo messaggio ogni giorno della sua vita. Quando l’artista smetterà di esistere i messaggi ricominceranno da capo in loop.
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