Battambang è la Cambogia fuori dalle rotte turistiche : treni di bambù, colonie di pipistrelli e autenticità cambogiana.
Quando si pianifica un viaggio in Cambogia è normale concentrarsi sui templi di Angkor o sulle spiagge caraibiche di Koh Rong. Ma se cerchi la Cambogia più vera, quella dove i ritmi rallentano, la terra si tinge di un arancione polveroso e i sorrisi non sono ancora filtrati dal turismo di massa e anche farsi capire non è seplicissimo questa è una tappa da inserire nel tuo itinerario.
Non ci sono i monumenti colossali di Siem Reap, ma c’è una poesia rurale, un’architettura coloniale decadente e un’energia vibrante che si vive a pieno nei mercati locali e lungo la strada dove si svolge la vita quotidiana dei cambogiani.
Ecco casa vedere a Battambang e dintorni.
1.L’eleganza decadente del centro storico francese
Battambang vanta l’architettura coloniale francese meglio conservata di tutta la Cambogia. Camminare lungo il fiume Sangker, perdersi tra le vie del centro (come la famosa Street 2.5), significa fare un salto indietro nel tempo. Gli edifici hanno colori pastello sbiaditi dal sole, intonaci scrostati dal tempo e persiane in legno piene di fascino.
Il vero cuore di questo quartiere, dove la storia coloniale incontra la vita quotidiana cambogiana, è il Battambang Central Market(conosciuto dai locali come Phsar Nat). Questo mercato è un capolavoro di architettura Art Déco degli anni ’30, con una cupola imponente che ricorda molto quella della capitale Phnom Penh. Al suo interno si sviluppa un labirinto caotico, profumato e vibrante di colori, dove la gente del posto si ritrova fin dall’alba per comprare frutta tropicale, spezie, verdure fresche e pesce.
Quando il sole tramonta dietro i tetti coloniali e l’aria rinfresca leggermente, la vita di Battambang si sposta spontaneamente lungo le sponde del fiume Sangker. È qui che prende vita il Battambang Night Market , un tripudio di luci calde, profumi intensi di lemongrass e barbecue, e tavolini di plastica colorati che riempiono i marciapiedi
A differenza dei mercati serali ultra-turistici di Siem Reap, questo è un mercato profondamente locale. Ci troverai famiglie cambogiane che cenano, ragazzi che si incontrano e venditori che preparano noodle saltati (Mee Kola) o spiedini di carne speziati su braci fumanti.
Inutile girarci intorno: se cammini per il mercato serale di Battambang, prima o poi ti imbatterai in grandi vassoi di alluminio colmi di grilli, larve, scarafaggi d’acqua e persino tarantole fritte. Per noi occidentali è uno shock visivo (e culturale), ma per i cambogiani è uno snack quotidiano amatissimo, croccante e proteico, spesso consumato insieme a una birra ghiacciata.
2.Un giro di qualche ora in tuk-tuk nelle campagne di Battambang: alla scoperta della Cambogia artigiana e pagode
Se c’è un’esperienza che ti lascerà un ricordo indelebile nel cuore (e nella scheda di memoria), è noleggiare un tuk-tuk per un’intera giornata e lasciarsi cullare dalle strade sterrate e polverose che circondano Battambang. Le campagne qui sono di un verde smeraldo accecante durante la stagione delle piogge e di un arancione caldo in quella secca.
Ma il vero tesoro sono i piccoli villaggi rurali, dove intere famiglie portano avanti tradizioni artigianali centenarie.
Potrai incontrare i laboratori della carta di riso (a Ek Phnom):Lungo la strada che porta al tempio di Ek Phnom Pagoda , vedrai decine di graticci di bambù esposti al sole. Qui si produce la carta di riso per gli involtini primavera.
Il riso appiccicoso nel bambù (Klan): Vedrai baracche fumanti lungo la strada dove le famiglie riempiono canne di bambù con riso, fagioli e latte di cocco, per poi cuocerle lentamente sul carbone.
La produzione del Prahok (la pasta di pesce fermentata): Non ti mentirò, l’odore è pungente e metterà alla prova i tuoi sensi, ma osservare il mercato del pesce e la lavorazione tradizionale è un’esperienza cruda e autentica.
Le sottilissime fette di banana essiccata e fritta (Chek Chien): In queste capanne di legno a conduzione familiare, vedrai donne anziane e ragazze tagliare le banane con una velocità e una precisione millimetrica, usando lame artigianali. Le fette vengono poi disposte in cerchi perfetti su grandi graticci tondi di bambù per essere essiccate al sole prima di essere fritte con sesamo e zucchero.
Per organizzare questo giro in tuk tuk chiedi aiuto all’albergo in cui alloggi. Ti diranno loro il costo, ti suggeriranno l’itinerario e contatteranno loro il driver.
Le pagode in Cambogia non sono solo edifici religiosi, ma il cuore pulsante della vita sociale. In questo giro avrai modo di vederne diverse.
Ek Phnom Pagoda: Questo è un luogo incredibile. Accanto a una pagoda moderna, troverai le rovine di un tempio dell’XI secolo. Il contrasto tra l’antico (le pietre crollate, i bassorilievi consumati dal tempo e dalle radici degli alberi) e il nuovo (la pagoda colorata e la statua del Buddha gigante) è un bellissimo contrasto.
Wat Damrey Sor: o pagoda dell’elefante bianco.
La Damrey Sor Pagoda, conosciuta anche come la Pagoda dell’Elefante Bianco, rappresenta una delle tappe più affascinanti e ricche di atmosfera per chi esplora il cuore di Battambang. Fondato nel millenovecentoquattro per volere dell’ultimo governatore siamese della provincia, questo luogo di culto racchiude nelle sue forme una transizione storica cruciale, fondendo in modo armonioso l’architettura classica khmer con le ricche e sinuose influenze decorative tipiche della tradizione thailandese.
Il tempio deve il suo nome alle due imponenti e candide statue di elefanti che accolgono i visitatori all’ingresso, creature che nella cultura buddista incarnano simboli sacri di regalità, pace e prosperità. Superato l’ingresso, lo sguardo viene catturato dal vihara principale, dove l’eleganza delle linee si unisce a dettagli decorativi di straordinaria finezza. I frontoni e i tetti ospitano infatti splendidi bassorilievi che narrano le vicende del Reamker, la versione cambogiana del poema epico Ramayana, creando preziosi giochi di luce e ombre grazie agli stucchi dorati.
3. Un giro sul treno di bamboo
Il Bamboo Train, chiamato localmente Norry (dal francese bagon – vagone), è una delle invenzioni ingegneristiche più geniali, grezze e divertenti del sud-est asiatico. Non è un vero treno, ma una sorta di grande “zattera su rotaie” nata per pura necessità.
Il Norry è composto da tre soli pezzi, completamente smontabili in meno di un minuto, senza l’uso di bulloni o attrezzi:
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I carrelli (gli assi): Due assali di ferro con ruote recuperate da vecchi carri armati della guerra civile o da vecchi treni deragliati. Vengono semplicemente appoggiati sui binari.
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La piattaforma: Una zattera rettangolare di legno coperta da un intreccio di bambù (lunga circa 3 metri per 2), che viene semplicemente appoggiata sopra i due assi di ferro. La gravità fa tutto il lavoro per tenerla ferma.
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Il motore: Un piccolo motore a scoppio da 6 o 8 cavalli (derivato da un trattore agricolo o da una pompa per l’acqua piovana) posizionato sul retro. Una cinghia di trasmissione elastica collega il motore direttamente all’asse delle ruote posteriori per dare la spinta. Per frenare? Il conducente usa un pezzo di legno o di gomma premuto direttamente contro le ruote.
La linea ferroviaria è a binario unico. Questo significa che prima o poi, lungo il percorso in mezzo alla giungla, due Bamboo Train si troveranno faccia a faccia.
Non essendoci scambi, la regola non scritta della ferrovia cambogiana è chiarissima: chi ha il carico più leggero (o meno passeggeri) deve scendere e smontare il proprio treno.
In pochi secondi: i passeggeri scendono, il conducente spegne il motore e solleva la zattera di bambù, appoggiandola a lato dei binari nell’erba, toglie i due assi di ferro dalle rotaie, il treno che arrivava in direzione opposta passa oltre, il conducente rimonta gli assi, riappoggia la zattera, riavvia il motore e si riparte.
Il Norry è figlio della resilienza cambogiana. Negli anni ’80, dopo il devastante regime dei Khmer Rossi e durante la guerra civile, la rete ferroviaria ufficiale del Paese era completamente distrutta, minata o abbandonata. I treni regolari non passavano più.
I locali, rimasti isolati e senza strade asfaltate nelle campagne, si inventarono questo mezzo per trasportare merci, riso, bestiame e persone da un villaggio all’altro. All’inizio non avevano nemmeno il motore: si spingevano a mano usando lunghi pali di bambù, esattamente come i gondolieri a Venezia! Solo in seguito sono stati aggiunti i piccoli motori a scoppio.
Il Norry viaggia a circa 30/40 km orari e voi sarete seduti su una stuoia direttamente sugli assi di legno.
4.Phnom Sampeau e le Killing Caves
A circa 12 km dalla città si trova Phnom Sampeau, una collina calcarea che nasconde una storia tragica (qui si trovano le Killing Caves del regime dei Khmer Rossi.
Phnom Sampeau è una spettacolare collina calcarea che si staglia sopra la pianura del riso. Oggi è un luogo di pellegrinaggio, coronato da una splendida pagoda dorata che domina il panorama e popolato da colonie di scimmie dispettose.
Ma la bellezza paesaggistica di questo luogo nasconde un passato drammatico. Durante il regime dei Khmer Rossi (tra il 1975 e il 1979), questa montagna sacra fu trasformata in un luogo di prigionia e di esecuzione. Le sue grotte naturali divennero le famigerate Killing Caves (le grotte della morte).
Si accede alla grotta principale scendendo una scalinata di pietra, circondati dalle radici degli alberi che si arrampicano sulla roccia calcarea. Sul fondo della grotta, dove un tempo venivano gettate le vittime dall’alto della spaccatura nella roccia, oggi si trova un grande Buddha sdraiato in segno di pace e riconciliazione.
Accanto alla statua, una teca di vetro custodisce i resti ossei e i teschi delle vittime ritrovate nella grotta. È un impatto emotivo fortissimo: il silenzio qui è interrotto solo dallo sgocciolio dell’acqua e dal canto lontano dei monaci della pagoda sovrastante.
Una volta arrivati alla base della collina, hai tre modi per raggiungere la cima dove si trovano la pagoda e l’accesso alle Killing Caves:
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A piedi (I gradini): C’è una scalinata di circa 700 gradini che sale ripida sul fianco della montagna. Sotto il sole tropicale cambogiano è una vera e propria impresa fisica. Se scegli questa opzione, portati molta acqua e preparati a faticare .
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A piedi (La strada asfaltata): C’è una strada tortuosa ma asfaltata che sale dolcemente. È più lunga della scalinata ma meno spezza-fiato.
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In moto-taxi : Alla base della collina troverai dei guidatori locali di scooter abilitati a portarti su per la strada asfaltata (il tuk-tuk non può salire perché la pendenza è troppo elevata). Il costo è di pochi dollari ed è l’opzione migliore se viaggi con uno zaino fotografico pesante.
Attenzione! Lungo la salita e intorno alla pagoda principale vive una grande colonia di macachi. Ormai sono abituati ai turisti e sanno essere molto sfacciati.
5. Lo spettacolo naturale delle Bat Caves
Tutte le sere intorno alle 17:30-18:00, alla base di Phnom Sampeau, si assiste a uno dei fenomeni naturali più incredibili del sud-est asiatico: l’uscita dei milioni di pipistrelli dalle grotte per la caccia notturna. Il flusso di pipistrelli che danza nel cielo dura circa un’ora.
La grotta si trova a circa 12 km dal centro di Battambang, ai piedi del monte Phnom Sampeau. Potete raggiungerla facilmente in tuk-tuk (concordate un prezzo per l’andata e il ritorno, dato che sul posto la sera è difficile trovarne di liberi) o noleggiando uno scooter.
Per quanto riguarda la scelta del punto di osservazione, ci sono tre opzioni principali a seconda del tipo di esperienza che cercate. La zona più classica e frequentata è quella alla base della grotta, dove i locali posizionano file di sedie di plastica proprio sotto la spaccatura della roccia; è una soluzione molto comoda, anche se decisamente affollata e rumorosa.
Qui se volete ci sono molte bancarelle con tavolini e sedie dove potrete bere qualcosa o mangiare arachidi bollite mentre aspettate che i pipistrelli lascino la grotta.
E’ un eseprienza molto local, noi abbiamo visto al massimo una decina di tursiti tra centinaia e centinaia di cambogiani.
Se invece preferite evitare la ressa e godervi lo spettacolo con più tranquillità, basta camminare per qualche centinaio di metri lungo la strada sterrata che si allontana dalla parete rocciosa verso le risaie. Da questa distanza la prospettiva cambia completamente e si riesce a vedere l’immenso serpentone nero che si snoda piatto sopra la pianura cambogiana fino a perdersi all’orizzonte. Un’ultima alternativa, per chi ha voglia di camminare, è salire lungo i gradini che portano ai templi di Phnom Sampeau per sfruttare le terrazze panoramiche in quota: da quassù la vista sulla scia di pipistrelli che sorvola la campagna dall’alto è davvero suggestiva.
Dal punto di vista naturalistico, la grotta di Phnom Sampeau ospita una delle colonie di pipistrelli più grandi dell’Asia sud-orientale. Gli scienziati stimano che all’interno della cavità vivano tra i sei e i dieci milioni di esemplari, appartenenti principalmente alla specie dei pipistrelli dalle labbra rugose (Chaerephon plicatus), piccoli mammiferi insettivori che pesano appena una dozzina di grammi. Questo incredibile esodo di massa che si ripete ogni sera non è un gioco, ma una precisa strategia di sopravvivenza: muoversi in un flusso così compatto confonde i predatori, come i falchi e i rapaci notturni che attendono appostati fuori dalla grotta per cacciare.
Una volta superata la zona di pericolo, la colonia si disperde nel raggio di decine di chilometri sopra le risaie e le foreste della provincia di Battambang. L’impatto di questi animali sull’ecosistema locale è vitale: ogni singola notte, l’intera colonia consuma diverse tonnellate di insetti, agendo come un vero e proprio pesticida naturale a costo zero per i raccolti dei contadini della zona. Inoltre, la grotta è una fonte preziosa di guano, il fertilizzante naturale che gli abitanti del villaggio raccolgono regolarmente all’interno delle cavità e che rappresenta un’importante risorsa economica locale.
La grotta si trova a circa 12 km dal centro di Battambang, ai piedi del monte Phnom Sampeau. Potete raggiungerla facilmente in tuk-tuk (concordate un prezzo per l’andata e il ritorno, dato che sul posto la sera è difficile trovarne di liberi) o noleggiando uno scooter.
Dove dormire a Battambang
La scelta della zona a Battambang dipende molto dal tipo di atmosfera che cercate. Il centro cittadino, in particolare l’area intorno al mercato coloniale Psar Nath e il quartiere pedonale (Walking District), è la soluzione migliore se volete muovervi a piedi la sera tra caffè, piccoli ristoranti e palazzi storici francesi. Qui si trovano ottime opzioni di boutique hotel dall’eccellente rapporto qualità-prezzo, come il Cambana La Rivière Hotel (noi abbiamo dormito e cenato qui trovandoci molto bene) o il VV Hotel, ideali per chi cerca comfort e una bella estetica a pochi passi dal fiume. Se invece preferite un’esperienza più rurale e defilata, immersa nella quiete e nel verde della campagna cambogiana, vi consiglio di spostarvi leggermente fuori dal centro, verso sud, in strutture come Maisons Wat Kor. Si tratta di un magnifico complesso di bungalow in legno tradizionali circondati da stagni di loto e risaie, perfetto per staccare la spina dopo una giornata passata a esplorare la provincia.
Dove mangiare: tra progetti sociali e street food
Dal 2023 Battambang è entrata a far parte delle Città Creative dell’UNESCO per la gastronomia, e la sua scena culinaria, pur rimanendo intima, è davvero sorprendente. Per una cena speciale, la tappa obbligatoria è Jaan Bai, un ristorante-scuola gestito da un’ONG locale che aiuta i ragazzi svantaggiati: propone un’eccezionale cucina fusion cambogiana e thailandese in un ambiente moderno e curato. Se cercate sapori khmer autentici ma accessibili, Nary Kitchen è un’istituzione a conduzione familiare (famosa anche per i suoi corsi di cucina), dove provare un ottimo Fish Amok o il tipico Lok Lak. Per i momenti di relax o un brunch, il centro è pieno di caffè deliziosi legati a progetti sociali, come il Lonely Tree Cafe (gestito da una Onlus che supporta persone con disabilità) o il Kinyei Cafe, perfetti per un ottimo caffè espresso e una fetta di cheesecake.
Se invece volete immergervi nella vita locale, non c’è niente di meglio che aspettare il tramonto e fare una passeggiata lungo il fiume Sangker. Qui si sviluppa il mercato notturno all’aperto, dove file di banchetti illuminati iniziano a grigliare spiedini di carne (Sach Ko Ang), a saltare i tipici noodle corti (Lort Cha) e a farcire i Num Pang, le immancabili baguette in stile cambogiano ereditate dal passato coloniale. È il posto perfetto per cenare con pochi dollari seduti sui tavolini di plastica insieme alla gente del posto.
Quali altre tappe inserire nel tuo viaggio in Cambogia:
- Siem Reap e i templi di Angkor
- La riserva degli elefanti di Kulen
- Il lago di Ton le Sap
- Il mare di Koh Rong
- La capitale Phnom Penh
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