L’arte scuote dall’anima la polvere accumulata nella vita di tutti i giorni.
Pablo Picasso
Musei, gallerie d’arte, strade… l’arte può essere ovunque e mi piace andarla a scovare e godermela.
L’arte e è sfaccettata, multiforme, caleidoscopica e ce n’è per tutti i gusti: dall’arte classica alla street art, dai musei più importatni al mondo alle piccole gallerie meno conosciute, da mostre di artisti super conosciuti a musei a cielo aperto. Fotografi, designer, architetti, scultori, pittori, performers….le vie dell’arte sono infinite e ognuno di noi ha il suo modo di apprezzare l’arte e trarne piacere.
Io ho un debole per street art, fotografia e arte moderna, ma penso che in tutte le forme d’arte ci sia del bello o della provocazione o della vertià e mi piace spaziare a 360 gradi tra tutti i generi e gli stili che incontro.
La mia unica vera competenza riguarda la fotografia che studio e approfondisco continuamente ,se vi era sfuggito è il mio lavoro 🙂
Tutto il resto è pura gioia e piacere di vedere. E’ vivere quello che la mente, l’anima, gli occhi, le mani, il cuore degli esseri umani ha saputo vedere, immaginare, sentire, riprodurre, comunicare… questa è la cosa che mi affascina di più dell’arte: sapere che qualcuno in qualche momento da qualche parte ha creato qualcosa e l’ha condiviso con il mondo.
Per questo mi affascina così tanto l’arte contemporanea.
Se guardo le opere di Caravaggio, Leonardo, Rembrandt … guardo alla loro tecnica, ai dettagli, alla bravura che produce tanta bellezza. È “facile” apprezzarli perché è schiacciante il fatto che per fare opere così ci vuole un talento immenso. Anche Modigliani, Botero e perfino Giacometti sono “facili”. Ne capisci l’ironia o la visione, ma sono ancora nel campo del “io non lo saprei fare, loro sono degli artisti”. Poi arriva Picasso e mette il naso sulla fronte delle sue donne e già inizi a pensare “anche mio figlio fa così” o Mondrian che “sono 4 linee e 4 colori”… ma ancora se ti sforzi ne riconosci l’idea.
Il “problema” è Duchamp che prende un urinatoio, lo ribalta e lo mette in un museo, o Fontana che fa “due tagli” in una tela… insomma cose che puoi fare anche tu senza aver studiato chissà cosa di arte. È li che avviene la rottura.
Questo è l’arte moderna e contemporanea (il più delle volte): una antipatica, destabilizzante, fastidiosa rottura.
Non ci sono molte risposte, ma un’infinità di domande quasi sempre senza risposta. Anche se chiedi a chi ne capisce ti spiega l’arte moderna con un filo di superiorità e con parole che Platone scansati! Quasi che un quadro fatto di mosche morte raccolga in se il significato più profondo dell’esistenza… però io resto ipnotizzata dai non limiti della mente umana di rappresentazione di viaggi mentali più o meno profondi.
Resto disorientata davanti installazioni assurde che se decontestualizzi perdono forza.
Ed è questa sensazione che mi fa amare così tanto i musei di arte moderna : la destabilizzazione e l’incertezza che ti regalano con prepotenza .
Oltre al fatto che mi fanno impazzire le relazioni tra spazio architettonico, installazione e persone che si muovono in quello spazio, ma questo vale per tutti musei solo che in quelli di arte moderna e contemporanea questo aspetto è molto più interessante.
Cerco di togliere le etichette e definizioni da tutti i miei incontri con l’arte e di entrare nei musei (che siano a cielo aperto o racchiusi da mura) con curiosità per lasciamti trasportare e perchè no, a volte, divertirmi.
Ultima cosa, non poco importante: i bistrot dei musei e i loro bookshop spesso sono dei gioielli che valgono una sosta a prescindere dalle mostre 😉
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