Marzamemi e dintorni

Quegli odori di alga seccata al sole e di capperi e di fichi maturi non li ritroverà mai da nessuna parte; quelle coste arse e profumate, quei marosi ribollenti, quei gelsomini che si sfaldano al sole.
(Dacia Maraini)

1.Marzamemi

La nostra base è stata Marzamemi che a giugno si è mostrata ancora molto vivibile e non invasa dai turisti.
Il nome di questo paese  deriva dall’arabo “Marsà al hamen”, Rada delle Tortore.  E’ un piccolo borgo marinaro, famoso per la sua storica tonnara, vicino a Noto e Siracusa.

E’ molto piccola, ma in estate è invasa dai turisti. Del resto come non capirli… la piazza principale SanTa regina Margherita, il porticciolo e tutte le viete che li collegano sono scorci unici. I tavolini coloratissimi, le anfore dipinte. amano colme di gerani, le piante grasse che credono rigogliose in vasi di terracotta hanno invaso i profili dei travel blogger e portato qui turisti da tutto il mondo.


Noi eravamo ospiti a casa di un’amica, ma vi consiglio un B&B di altri amic, Francesca e Corrado, che assolutamente merita: Casa Memi. (Trovate le foto nel post).

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2. Dove dormire a Marzamemi

Ecco qualche foto del B&B Casa Memi 

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3.Riserva di Vendicari

Da Marzamemi sono molte le zone stupende da visitare. Avevamo pochi giorni e siamo state alla Riserva di Venidari,  Calamosca e la tonnara e a Noto. Ma abbiamo voglia di tornare presto per visitare molti altri luoghi che abbiamo dovuto tralasciare.

La riserva naturale “Oasi Faunistica di Vendicari” è stata istituita nel 1984 dalla Regione Siciliana. Si trova precisamente tra Noto e Pachino (provincia di Siracusa) con un territorio che si estende per circa 1512 ettari. Ci sono diverse spiagge e diversi accessi alla riserva. Percorrendo sentieri tortuosi, ma accessibili a tutti si aprono scorci meravigliosi e ancora selvaggi.


Tenete però presente che si cammina sotto al sole e che i sentieri  spesso sono sterrati.quindi attenti all’orario e copritevi con cappello e crema solare e indossate scarpe chiuse e comode. Le spiagge non sono attrezzate, non è possibile introdurre giochi da spiaggia e portare cani. Una alta stagione il numero di accessi è limitato. Non ci sono cestini della spazzatura, dovete portarla fuori dall’oasi. Le regole sono restrittive, ma forse è per questo che l’oasi è ancora così incontaminata e selvaggia e popolata da molti animali.

La camminata sarà ripagata da spiagge con mare cristallino incastonate tra scogliere ricoperta di fitta vegetazione mediterranea, dal silenzio e dai profumi di mirto.
Nell’oasi ci sono anche dei capanni di osservazione per i fenicotteri , aironi. e cicogne che stazionano nelle lagune a fianco delle spiagge prima di raggiungere le loro mete migratorie.

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4.La città di Noto

La città di Noto è la porta del Barocco. I uri dei suoi palazzi al tramonto si colorano di arancione rendendola ancora più bella.
Entrate nella città dalla Porta Reale. La porta reale è un impattante arco di trionfo risalente all’800, progettato e costruito in occasione della visita del Re delle Due Sicilie, Ferdinando II. Attraversandolo, davanti a voi ecco l’asse principale che attraversa l’intero centro storico: Corso Vittorio Emanuele. Percorrendo questa arteria principale della città sulla destra troverete la Cattedrale Di San Nicolò. E’ il principale centro di culto e storicamente il più importante della città di Noto. Un gioiello barocco del 700 soggetto nel corso dei secoli a numerosi rifacimenti e ristrutturazioni.

Dopo il terremoto del 1990 e Il crollo del 1996 dovuto ad grave difetto costruttivo mai notato prima dei pilastri della navata centrale, con la successiva fase di ricostruzione, è stato restituito agli interni l’originario candore di un tempo.
Come ben sappiamo le acque della Sicilia sono state spesso teatro delle tragedie dei migranti. Spesso su queste spiagge si trovano i resti di barche di legno naufragate. Nella cattedrale c’è una croce in legno del maestro Elia Li Gioi ” frutto di sofferenza e dolore, desolazione, inganno e angoscia, che prende forma dai pezzi di un traballante barcone che ha finito il suo lungo e faticoso viaggio sfasciandosi sulle nostre coste.”

Imperdibile un giro con l’ape calesse di Corradino che ci ha portate per le viette di Noto. Corradino trasmette tutto l’amore per la sua città ai turisti mentre li porta ignoro con il suo ape-calesse. Vi consigliamo un giro al tramonto, quando le luci ella Noto alta si accenderanno e la trasformeranno in un presepe. Prenotatelo con anticipo o non troverete posto!

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5. Cosa mangiare in Sicilia

Ultimo, ma non ultimo…la cucina siciliana!
Piatti di pesce, pasta con i ricci di mare, pistacchio di Bronte e pomodoro di pachino, gamberi rossi di Mazzara, granita al pistacchio, cannolo siciliano, coppo fritto, pane cunzatu, tonno e bottarga…. cos’altro aggiungere?

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