Chen Zhen – Shortcircuits, Hangar Bicocca, Milano

La mostra Shortcuircuits di Chen Zen ,ospitata all’Hangar Bicocca di Milano fino al 6 giugno 2021, raccoglie per la prima volta 10 grandi installazioni realizzate dall’artista tra il 1991 e il 2000.

Chen Zhen è un artista nato a Shangai, in Cina, nel 1955 dove ha vissuto la sua infanzia e giovinezza fino a quando a 30 anni si è trasferito a Parigi  dove ha approfondito gli studi e ha operato come artista internazionale fino alla sua morte nel 2000, a soli 55 anni.

Nella mostra Shortcircuits sono molto evidenti le tematiche culturali. e personali che impregnano le sue opere. Tutta la sua arte  si materializza sulla linea sottile di incontro, scontro e contaminazione  delle due culture che ha vissuto e abbracciato nella sua vita: la cultura orientale e la cultura occidentale. La sua arte nasce dallo scontro tra cultura tradizionale e innovazione, tra religione buddhista e consumismo, tra medicina tradizionale e medicina moderna, tra uomo e natura, tra progresso e inquinamento.

hangar bicocca

Questa ad esempio è la ricostruzione di un tempio buddista il cui tetto è formato da rami di bambù e oggetti che sono i rifiuti della nostra società consumistica. A testa in giù sono appese statuette di Buddha.

hangar bicocca

Gli oggetti utilizzati da Chen Zhen sono di uso comune: sedie, divani, letti… ma rivisitati in funzioni non proprie. 
Un’installazione è formata da sedie e letti trattati come se fossero delle grandi percussioni e tamburi. 
In un altro letto, chiuso da una teca, ci sono palline con i numeri della lotteria popolare che volteggiano quando vi avvicinate all’installazione.

hangar bicocca

In diverse opere ci sono molti vasi da notte che richiamo gli usi dei villaggi cinesi. L’artista in mote interviste racconta di avere un ricordo molto vivido e ricorrente di lui, bambino, che andava a scuola a piedi e sentiva il rumore delle donne che sciacquavano i vasi da notte. Arrivato a scuola poi ricorda di come era abitudine leggere subito il Libretto rosso di Mao.

C’è anche un altro avvenimento che ha segnato la vita di Chen Zhen e ne ha influenzato l’espressione artistica. A 20 anni gli è stata diagnosticata un’anemia autoimmune che oltre a segnarne l’intera esistenza l’ha spinto a ritirarsi per mesi in un monastero tibetano dove la sua visione della vita e del tempo sono profondamente cambiate. Inoltre entrambi i suoi genitori erano medici e questa tematica torna ricorrente nelle sue opere. 

Sono quindi presenti letti con viti e chiodi che richiamano l’agopuntura. C’è la rappresentazione di un tavolo operatorio con organi di vetro delicatissimi poggiati sopra. C’è una grande scopa tradizionale le cui setole sono fatte di tubi per flebo con ago attaccato che riga il pavimento ad ogni movimento della scopa. C’è un’installazione fatta con grandi catene di perline di legno che sembrano quelle di un rosario con al centro una sfera di vetro contenente soluzione fisiologica. 

Nel cubo dell’Hangar Bicocca troviamo il Jardin-Lavoir, 2000. L’artista ha creato un giardino per la meditazione e la purificazione realizzato con 11 letti pieni di oggetti di uso quotidiano (libri, stoviglie, scarpe…) su cui , grazie a un sistema di irrigazione, cade , goccia a goccia e continuamente acqua.

hangar bicocca

qui , sulla IGTV trovate un video di presentazione della mostra.

Ai seguenti link invece altre mostre ospitate negli anni alla Fondazione Pirelli Hangar Bicocca.

https://www.unafotografainviaggio.com/cerith-wyn-evans-milano-26650.html

https://www.unafotografainviaggio.com/11875-11875.html

https://www.unafotografainviaggio.com/milano-hangar-bicocca-11376.html

https://www.unafotografainviaggio.com/take-im-yours-11989.html