David LaChapelle è il fotografo pop più iconico del nostro secolo.
Visinario, ironico, barocco, provocatorio super colorato. Criticato da molti per essere così immerso nell’estetica della pop culture ha sicuramente dalla sua l’originalità di aver per primo mischiato passato, presente e futuro nelle sue opere creando universi simbolici tra sacro e profano , tra sogni e realtà.
David LaChapelle è un fotografo e regista statunitense nato nel 1963 a Fairfiel, Stati Uniti.
LaChapelle ha frequentato la “North Carolina School of the Arts” e successivamente la “School of the Arts” di New York. Dopo un rapido passaggio nei marines, un matrimonio a Londra, David ritorna a New York lavorando come fotografo.
La sua carriera è decollata nell’america degli anni 80 quando Andy Wharol gli ha offerto il suo primo incarico professionale per la copertina della sua rivista Interview Magazine. E’ stata una vera e propria incarnazione del mito americano del “Tutto è possibile”.
Da li l’elenco di riviste e copertine per cui ha lavorato è lunghissimo: i Vanity Fair, GQ, The New York Times Magazine, Vogue, The Face, Arena Homme +, Details e Rolling Stone.

Nel 2016 il fotografo in un viaggio a Roma visita la Cappella Sisitina e ne rimane folgorato. Da questo evento decide di lasciare la fotografia di moda per dedicarsi alla fotografia artistica iniziando proprio dalla famosissima serie degli scatti biblici “the Deluge” in cui vengono rielaborate scene bibliche e le icone religiose in chiave moderna, con anche la partecipazione di personaggi famosi come Michael Jackson e Naomi Campbell. I suoi set sono teatrali, passionali, dissacranti , visionari come mai prima di lui.
Facile immaginare la serie di critiche e polemiche di blasfemia, eccessiva nudità e profanità.

“Il Rinascimento mi ossessiona fin da bambino, sono innamorato di Michelangelo per la sua straordinaria capacità di raffigurare personaggi che esprimono il dramma della vita attraverso i gesti, il corpo, lo sguardo”.
Dopo la serie “The Deluge” LaChapelle realizza “After The Deluge”, una serie di foto che mostrano realtà come i musei sommerse dalle acque del diluvio universale .
“Questa serie – spiega l’artista – nasce dalla paura che ha l’uomo postmoderno di perdere punti di riferimento in un’età di grandi cambiamenti”.

“Amo creare tramite l’uso della fantasia, tramutando in immagine i miei sogni.” (David La Chapelle)
Icona dello star System ha fotografato moltissimi personaggi famosi : Hilary Clinton, Muhammad Ali, Andy Warhol, Jeff Koons, Madonna, Uma Thurman, David Bowie, Britney Spears, Angelina Jolie… sempre col suo stile colorato, eccessivo, iconico.
Nella serie Lanscape (2013) LaChapelle ricostruisce impianti petroliferi o stazioni di benzina in scala con materiali di riciclo per delle realtà che nulla hanno a che vedere con la sostenibilità spingendo verso una riflessione sullo sfruttamento umano del nostro pianeta.
Tra gli scatti su cui soffermarsi maggiormente c’è Spree (realizzata in due anni, tra il 2019 e il 2020): LaChapelle ha costruito un modellino di 35 centimetri di una nave da crociera incagliata in pezzi di ghiaccio, per rappresentare il “nuovo Titanic globale” che ci attende se non prestiamo maggiore attenzione allo sfruttamento delle risorse ambientali.

Nell’ultimo decennio infatti la tematica ambientale è molto presente nei lavori di LaChapell. Questa virata green corrisponde a un cambio di vita radicale dell’artista.
La Chapelle infatti vive alle Hawaii, nell’isola di Maui, dove ha fondato una fattoria biologica alimentata solo da energia solare e idrica, che non utilizza pesticidi o fertilizzanti artificiali.
Durante la pandemia LaChapelle ha riflettuto nuovamente sulle sue priorità , ha fotografato ancora di più piante e natura. Ma ‘è una foto che probabilmente più di tutte racconta in maniera potente questo periodo storico: Revelations (2020). In un paesaggio post-catastrofico (che sia una pandemia o una guerra rispecchia tutte le incertezze del momento) c’è uno spiraglio di luce e di speranza. Reso ancora più forte dai soggetti anziani e non giovani, come magari ci aspetteremmo.

Le foto di questo post sono state scattate durante la Mostra Personale di David LaChapelle al Mudec di Milano nel 2022.