Fes, la Bella.

Nel nostro viaggio in Marocco siamo risaliti verso il nord fermandoci a Fes.

Fes, la Bella.

Fez è meravigliosa.E’ la culla della cultura e dell’arte marocchina. Raffinata, operosa, rispettosa. Molto meno chiassosa di Marrakech, anche se nemmeno qui mancano furbetti che cercano di adescare i turisti per far perdere l’orientamento nella Medina e fare da guida per pochi spiccioli. Ma in maniera meno fastidiosa e insistente di Marrakech.

Forse complice la guida bravissima che ci ha portato in giro per i vicoli stretti e le botteghe artigiane della città l’abbiamo apprezzata moltissimo.
La sua medina nasconde perle e tesori ovunque, ma ci vuole la pazienza e la voglia di cercare in vicoli strettissimi che sembrano non portare da nessuna parte.

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Fes si divide in due parti : Fès el-Jedid (città nuova) e Fès el-Bali (città vecchia).

Nella città nuova ci sono  il coloratissimo e caratteristico quartiere ebraico ( MELLAH ) e il Palazzo Reale  che non è visitabile al suo interno. Tutto il Marocco è punteggiato di palazzi reali e non si sa in quale si trovi effettivamente il re in quel momento.

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Concerie e fabbriche di ceramiche

Prima di entrare nella Medina siamo andate a visitare due realtà artigianali con tradizioni antichissime: una fabbrica di ceramiche e una conceria, entrambe a ridosso delle mura delle medina.
Nella prima ci hanno mostrato l’intero processo di produzione, dall’argilla, ai forni di cottura e le tecniche di pittura delle ceramiche.

La conceria è stata un’esperienza unica. bisogna prepararsi alla puzza molto forte però è uno spettacolo incredibile. Le antichissime concerie della città sono  tutt’ora in funzione e producono la pelle più rinomata nel mondo con ancora le tecniche usate nel medioevo e manualmente.
Per poter vedere le concerie bisogna salire sulla terrazza di uno dei palazzi che le circondano (sono tutte case delle famiglie che lavorano nella conceria e nel percorso passerete anche dai loro negozio di pellame. Da lì sembra di osservare un  altro mondo e un’altra epoca.
Tra le moltissime vasche di forma e colore diverso si muovono uomini che si occupano del processo completamente manuale. in ogni area si svolgono passaggi diversi.

Il forte odore è un mix tra pelle scuoiata e fresca, la miscela di acqua, urina di vacca, sale e calce, che serve ad ammorbidire il cuoio prima della lavorazione. Questo curioso mix rimarrà sulla pelle per ben tre giorni durante i quali dovrà seccarsi al sole. Successivamente la pelle andrà immersa nelle vasche chiare di cui vi parlavo prima, queste sono composte da acqua e sterco di piccione che contiene ammoniaca grazie alla quale la pelle si ammorbidisce ancora di più e diventando “porosa” sarà poi in grado di assorbire bene il colore dell’ultimo bagno.
Il lavoro del conciatore è uno tra i più ambiti, gli uomini lavorano a cottimo e le loro prestazioni sono indispensabili, in media il guadagno è di 15 € al giorno che per il luogo è considerato molto, le vasche sono di proprietà privata e come una dote vengono passate di padre in figlio, di famiglia in famiglia e nel caso non ci fossero discendenti, vengono affittate a chi desidera lavorare come conciatore.

Mi ero ripromessa di non comprare nulla perchè dopo un po’ che si è nella conceria ci si abitua al forte odore e non lo si sente più sulla pelle delle borse/giacche che si acquistano.
Ma la qualità dei prodotti è altissima e non ho resistito dal comprarmi una borsa da viaggio. Devo dire che nel giro di qualche settimana (in cui è rimasta in cantina) ha completamente perso l’odore ed ora ho una bellissima borsa che non puzza presa in un luogo incredibile 🙂

La medina, patrimonio mondiale dell’Unesco.

Il cuore pulsante della città però è la Medina, che vi consiglio di visitare con una guida (magari fatta reclutare dal riad/albergo in cui alloggiate) meglio non visitarla di venerdì che è il giorno della preghiera perchè la sua attività sarà molto ridotta.

E’ un labirinto affascinante con botteghe di sarti, mercerie, venditori di galline, di dolci, intagliatori di legno, lavoratori di cuoio, orafi eccezionali e laboratori in cui bisogna assolutamente entrare. Ci sono quartieri dedicati alle varie attività e capirete subito che è tradizione antica e che la loro produzione non è esclusiva per i turisti, ma nasce prima per gli abitanti e per le loro tradizioni. Forse è questa la chiave che la rende così diversa da Marrakech, che invece fa tutto in funzione di aprire il portafogli del turista.

 

Perdendosi tra i suoi 9400 vicoli troverete splendide fontane di mosaico.

Moschee e mederse

L’unica mosche visitabile in Marocco è quella nazionale di Casablanca, ma vale comunque la pena di fare un giro intorno alle mura della Moschea e Università Karaouine, incastonata tra i vicoli della Medina è molto diversa dalla Kotubia di Marrakech. Potrete sbirciare attraverso le grandi porte quello che succede nei suoi cortili.

Vale la visita anche una Madrasa di Fes, noi siamo state nella Madrasa al Attarine si  trova nel cuore della  medina proprio a pochi passi dal mercato delle spezie e da quello dei profumi da cui prende il nome: la parola Attarine infatti, deriva da ʿaṭṭar (عطار) che in arabo significa venditore di profumi. E’ un edificio straordinario, degno di essere stato inserito nel 1981 tra i siti Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’UNESCO 8come l’intera medina di Fes).

Il termine arabo madrasa può essere tradotto semplicemente con “scuola”. Generalmente però gli edifici storici che portano il nome madrasa, sono delle antiche scuole coraniche, dove ci si concentrava sull’insegnamento della lettura del corano e della religione islamica. Era fondamentale quindi l’apprendimento della lingua araba, della storia e della letteratura sacra dell’islam.

Nella madrasa erano presenti anche gli alloggi per gli studenti, e vi era spesso annessa una moschea.

Fes,  antica città imperiale è rinata grazie  a una lunga e costosa operazione di restyling, costata ben 92 milioni di euro e durata sei anni e ancora in atto. Questa trasformazione la renderà più turistica e più affollata. Spero non perda la sua natura.

Altre tappe imperdibili in Marocco:
il deserto del Sahara
Marrakech
Chefchouen